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Loddo e Pierini: ecco i nomi del Pd

Loddo e Pierini: ecco i nomi del Pd

Amministrative 2017. Iniziano ad arrivare i candidati del Partito democratico ladispolano. Spuntano intanto anche Gino Ciogli e Siro Bargiacchi, il passato che non vuole passare

di FABIO PAPARELLA

LADISPOLI – Giuseppe Loddo e Marco Pierini sono le due figure del Pd in lizza per la candidatura a sindaco di Ladispoli alle amministrative 2017.
Da fonti interne al partito democratico si apprende che quello di Giuseppe Loddo, ex presidente del consiglio comunale ed attuale vicesindaco, e quello di Marco Pierini, assessore ai Lavori Pubblici, sono i due nomi emersi dal direttivo del Pd seguito all’assemblea degli iscritti dell’11 dicembre scorso. Ancora non c’è alcuna nota ufficiale della segreteria del partito, ma lentamente si va diradando la fitta nebbia che da settimane ricopre la futuribile coalizione del centrosinistra di Ladispoli. Futuribile, appunto, perché ad oggi le candidature ufficialmente pervenute, o quantomeno pubblicamente diffuse, disegnano un quadro quantomai complesso e in evoluzione.Ognuno dei protagonisti ha un’idea di coalizione in testa e non è escluso che quando i confini dell’alleanza si chiariranno, insieme alle modalità con cui saranno fatte le primarie per la scelta del candidato sindaco, qualcuno dei candidati si sfili e decida di costruire qualcosa per conto suo o insieme ad altri attori e ad altre realtà. Fra i nomi di coloro che si candidano a guidare il centrosinistra alle elezioni di primavera ci sono quello di Francesca Di Girolamo, sostenuta dal gruppo di Sel-SI e ben vista dall’ala sinistra del Partito Democratico, quello di Gino Ciogli, ex sindaco di Ladispoli e Cerveteri, avanzato dal Comitato Consumatori di Angelo Bernabei, e quello di Siro Bargiacchi, sostenuto da alcuni ambienti moderati vicini all’ex presidente della Asl, ex consigliere ed assessore comunale, Santino Esigibili. 
Le ultime due figure hanno sicuramente dalla loro un’esperienza tale da far impallidire qualsiasi sfidante, ma non si può escludere che vengano percepiti dagli elettori come uomini del passato. Infatti, se Gino Ciogli ha amministrato Ladispoli da primo cittadino per ben 10 anni in epoca piuttosto recente, dal 1997 al 2007, per poi proseguire con una consiliatura da sindaco anche a Cerveteri finita anzitempo e in modo rocambolesco dopo neanche 3 anni, Siro Bargiacchi ha amministrato Ladispoli da sindaco dal 1985 al 1990, negli anni in cui si sperimentavano amministrazioni democristiane con la partecipazione del Partito Comunista Italiano. Parliamo di più di trent’anni fa. 
Una candidatura simile non può che essere il segno di una stasi terminale interna al Partito Democratico. È vero che chi ha vissuto quella stagione amministrativa riconosce alla giunta Bargiacchi di aver realizzato diverse opere utili per Ladispoli, come la sede del palazzo comunale, il depuratore, l’istituto alberghiero, la lottizzazione al Cerreto contro l’abusivismo in voga all’epoca, l’iter per la nascita del pronto soccorso, ma la candidatura dell’avvocato Bargiacchi rimane la candidatura di un illustre 72enne che parla perlopiù ad un mondo moderato e centrista, un nome buono per una fase in cui la DC era il centro del sistema, non per una in cui il PD è costretto ad aggrapparsi agli alleati per rimanere in sella. 
Non si sbottona, comunque, il segretario del Pd di Ladispoli Andrea Zonetti, che non conferma né smentisce nulla riguardo alle candidature, ma si limita a far sapere che domani sera ci sarà la riunione della commissione elettorale “da cui uscirà comunicato ufficiale del PD sulle candidature” e avverte che “in caso di primarie di coalizione, lo Statuto del Partito prevede che i candidati a Sindaco come PD debbano essere presentati da almeno il 20% degli iscritti”. Della serie: chi ha i numeri faccia un passo avanti, chi non ce li ha si astenga da inutili fughe solitarie.

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