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Omaggio a William Shakespeare

Omaggio a William Shakespeare

Evento ideato e diretto dall'attore e regista di Cerveteri Agostino De Angelis

CERVETERI – In occasione del quattrocentenario dalla morte di William Shakespeare, le associazioni culturali Extramoenia & ArchéoTheatron, presentano stasera alle 17,30 in Sala Ruspoli la conferenza – spettacolo ‘‘Omaggio a William Shakespeare’’. Sarà nell’occasione presentato il libro: ‘‘Shakespeare e Tradizione, Miti ed Eroi del Teatro’’, Irfan Edizioni. Il relatore sarà  il professore Edoardo Ciampi, la voce recitante quella di Agostino De Angelis le musiche e i canti saranno curati da Francesco di Cicco. Agostino De Angelis, attore, regista ideatore di una forma di teatro molto originale tanto da rendere spontaneo definirlo “Il cantore dei luoghi’’ attraverso la rivisitazione adeguata nelle scenografie naturali che è solito scegliere, dei grandi classici.  Agostino riesce a fare un mix eccezionale e vincente della sua grande cultura che non riesce a far rimanere statica ma che mette in movimento creando una eccezionale cinghia di trasmissione legando piccole e grandi cose del sapere con piccole e grandi cose del vedere e del sentire, facendo interagire lo stupore che provoca la bellezza di un paesaggio con l’emozione di un verso di Dante.
Agostino, tu giri tutta Italia, note sono le tue performance in Sicilia, dove ha celebrato Dante in location antiche e importanti, come definiresti questa tua forma d’arte e cosa ti ispira?
«Penso che tutto sia nato da piccolo, dalla mia mai interrotta capacità di sognare. Essere nato in una terra come quella etrusca, ogni volta che stavo in un posto, tutto ciò che questo evocava, mi appariva per visioni. Per immagini vedevo scene epiche ed era come sentire rumore, vedere colori, percepire sentimenti. Io ero loro. Diventando adulto, questa qualità o difetto, se volete, è stato come educato dalle mie scelte che poi sono le mie passioni. Il teatro è una forma d’arte di espressione così intensa che ritengo veramente universale. Non ha barriere di lingua. Non ha ostacoli di tempo o di culture diverse. Ecco perché posso rappresentare Dante alla Necropoli e far rivivere l’inferno del sommo in quegli anfratti naturali. Ecco come intendo far rivivere Shakespeare, in piazza S. Maria. C’è  il “balcone” di Giulietta, le due torri, una scenografia naturale capace di far sognare.»
La cultura è per te quindi dinamica? Racconta una umanità come  “Uno, Nessuno e Centomila?” «Più vado avanti e più mi convinco che i chiaro scuri che offre un certo modo di diffondere la cultura che è quello di non volerla settorializzare, possa diventare un metodo per diffondere pace e rendere l’umanità intera soggetti di amore».

To. Mo.
 

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