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Meningite: vertice alla Asl

Meningite: vertice alla Asl

Riunione per pianificare interventi di potenziamento del servizio vaccinazioni e razionalizzare la domanda. Ma non c'è alcun allarme 

CIVITAVECCHIA – Ormai quotidianamente si ha notizia di casi di meningite in particolare, ma non solo in Toscana, dove solo dall’inizio dell’anno si registrano una trentina casi. “Dobbiamo preoccuparci? Non in maniera particolare – spiegano dal servizio vaccinazioni della ASL Rm4 – non c’è un aumento del numero dei casi in Italia ma la particolare attenzione mediatica che questi casi suscitano genera un allarme comprensibile seppur ingiustificato. Solo in Toscana si registra un numero di casi un po’ superiore all’atteso e di conseguenza la Regione ha adottato strategie di contenimento. Nel resto del Paese, ed anche nel territorio della nostra Asl non c’è alcun segnale allarmante”.   

La cosa più importante in una situazione di questo tipo, come spiegato dalla Asl, è il riconoscimento precoce della malattia per ridurne al minimo le conseguenze che purtroppo in un 10% di casi non è trattabile con efficacia. Le fasce di età più a rischio sono la primissima infanzia, ed in particolare il primo anno di vita, e l’adolescenza quando la socializzazione, a scuola e nelle diverse altre attività della vita quotidiana, è più intensa.

I meningococchi sono germi molto diffusi, che si trasmettono prevalentemente solo attraverso contatti stretti e ripetuti; nella stragrande maggioranza dei casi l’infezione è inapparente, il soggetto in questi casi viene definito “portatore sano”.  Non si sa per quale motivo, occasionalmente, qualcuno di questi portatori sani ammala ed allora la situazione diventa effettivamente critica.

Lo sviluppo di una epidemia è un fatto del tutto eccezionale anche perché, una volta che si verifica un caso, le Asl mettono in campo una serie di contromisure la più efficace delle quali è la somministrazione preventiva di antibiotici specifici ai contatti stretti del malato.

Di meningococchi esistono numerosi tipi, quelli più comuni sono il B ed il C (che è quello che sta determinando la maggior parte dei casi toscani); poi anche altri germi possono occasionalmente dare meningiti ma la loro frequenza è molto più ridotta.

A livello di prevenzione la vaccinazione è lo strumento più efficace disponibile attualmente; di vaccinazioni esistono di vari tipi, quelle più consigliabili sono la vaccinazione contro il meningococco tipo C nella primissima infanzia e nell’adolescenza, e quella contro il tipo B nella primissima infanzia soprattutto.

“In teoria chiunque può eseguire la vaccinazione  – hanno aggiunto – ma per ottenere i migliori risultati di salute pubblica le Asl devono potersi concentrare sulle fasce più a rischio che sono quelle già dette. Attualmente siamo in una situazione molto contraddittoria per cui ci sono genitori che rifiutano la vaccinazioni per i loro figli neonati (tipo l’ultimo caso registrato in Toscana di bambino di 22 mesi non vaccinato deceduto) e poi una gran quantità di persone che chiede vaccini ad età in cui il rischio è del tutto occasionale. Si determina una vera e propria ressa che sta creando problemi agli ambulatori vaccinali un po’ dappertutto ed il rischio maggiore è che per vaccinare persone a basso rischio si finisca per assistere meno bene quelli più a rischio, sempre relativamente parlando”. 

Per far fronte a questa situazione si è svolto un incontro al vertice della ASl Roma 4 al fine di pianificare una serie di interventi di potenziamento dei servizi vaccinali ma anche di razionalizzazione della domanda al fine di rispondere al meglio sia alle esigenze reali di salute pubblica, sia alle richieste del resto dell’utenza.

“Nei prossimi giorni, alla luce dei dati di attività, dei dati epidemiologici e delle risorse disponibili – hanno concluso – si procederà ad adeguare i servizi dandone comunicazione all’utenza ed agli operatori interessati, Pediatri di libera scelta in primis”. 

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