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Sull'onda della precarietà il servizio porta a porta

Sull'onda della precarietà il servizio porta a porta

Attesa la sentenza del Consiglio di Stato e l’esito della procedura interdittiva antimafia disposta dalla Prefettura di Bari sulla Camassa Ambiente. Pascucci: «Sono fiducioso perchè ogni procedura è stata fatta nel rispetto delle regole e in trasparenza, con l’obiettivo di non interrompere un ciclo necessario alla città»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Non c’è pace per una serena raccolta dei rifiuti a Cerveteri. Si comincia dalla gara di appalto. Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale c’era di profondere il massimo impegno, affinché in tempi ragionevoli ma brevi, si riuscisse ad implementare un servizio di raccolta differenziata porta a porta che fosse risolutivo ed in armonia con l’immagine che si voleva dare di una città aperta al turismo che già gli sforzi ad impronta culturale profusi avevano portato a numeri di presenze con impensabili impennate al rialzo. La riqualificazione del centro storico attraverso la ripavimentazione con i classici sampietrini e l’eliminazione di qualche sconcio rattoppo, voleva adesso una città resa accogliente da una pulizia che desse decoro, e questo si poteva fare con una raccolta differenziata porta a porta che eliminasse dalla strada  lo scempio dei cassonetti spesso fatiscenti e sempre maleodoranti. Era un discorso di civiltà e di maturità accresciuta nei cittadini che diventavano consapevoli della cura della loro città, cura che nel tempo avrebbe portato anche ad un risparmio di risorse per la comunità ed un grosso beneficio all’ambiente. Tutto cominciò quando espletata la gara che fu vinta dalla Camassa Ambiente, azienda pugliese, mandataria dell’ATI con  Asv quando in un legittimo ricorso al TAR di alcune aziende che non ce l’hanno fatta, tra le varie motivazioni addotte ci fu quella della presunta illegittimità della nomina del presidente della commissione giudicante, l’ingegnere Mauro Nunzi, dirigente dell’Area 3 perché  al momento dell’investitura a presidente della commissione per i concorrenti era stato assunto dal comune irregolarmente in quanto non erano rispettati i termini previsti dal momento che lo stesso era stato consigliere comunale del comune di Civitavecchia, sentenza impugnata al  Consiglio di Stato, poiché il comune è sicuro che visti i due incarichi ricevuti da Nunzi, il primo a termine entro i termini stabiliti dalla legge e il secondo di riconferma quando era la persona già libera del vincolo, è stata una procedura legale. Per non correre il rischio di rinviare quel ciclo virtuoso che aveva avviato, mette in opera il contratto di servizio, pur nella consapevolezza che una sentenza avversa del Consiglio di Stato,  avrebbe creato le condizioni di dover ripetere la gara con le conseguenze immaginabili. Il sindaco, tra l’altro, notifica all’ANAC un suo decreto, il numero 51 del 27 dicembre del 2016, col quale sana tutti gli atti successivi e conseguenti il conferimento dell’incarico dirigenziale a tempo determinato, preposto alla direzione della struttura apicale denominata ‘‘3 Area Assetto uso e sviluppo del territorio’’, per tutta la durata corrispondente al suo mandato elettivo. Non si vuole ora stare a parlare degli intoppi che ci sono stati, soprattutto in alcune zone,  per portare a regime la raccolta porta a porta, è noto a tutti  che a parte qualche ottuso affetto da manie persecutorie congenite che trovano spazio nelle strumentalizzazioni politiche, i cittadini hanno risposto bene al messaggio de nuovo modo di gestire il decoro della propria città, e la collaborazione è stata ottima quanto la disponibilità dell’azienda stessa, dei volontari coordinati dall’ottimo assessore Gubetti.  Ma ecco che arriva dalla Prefettura di Bari, come annuncia lo stesso sindaco Pascucci, la notizia che è stata avviato un procedimento interdittivo antimafia nei confronti della Società mandataria dell’ATI che gestisce i servizi di igiene urbana nel comune di Cerveteri. Nella stessa nota, la Prefettura comunica che sono in corso ulteriori accertamenti e invita l’amministrazione comunale «nelle more di tali accertamenti […] a non assumere iniziative dirette all’interruzione del rapporto con l’impresa contraente». 
Superficialità? Non sembrerebbe visto che tra i documenti presentati in corso di gara, sembrerebbe che in una sorte di autocertificazione, l’azienda ha dichiarato di essere a posto e lo ha fatto pur sapendo che poi la notizia sarebbe comunque stata comunicata da fonte ufficiale. Sta di fatto che a questo momento il programma continua stando appesi alla sentenza del Consiglio di Stato che si esprimerà entro questo mese ed al risultato degli accertamenti della Prefettura di Bari.  A Pascucci, non resta che incrociare le dita.

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