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Enorme voragine sotto la sede stradale

Enorme voragine sotto la sede stradale

Individuata durante uno scavo da parte dell’Enel. Lo sgrottamento di circa sei metri, causato da una perdita della condotta idrica, ha quasi raggiunto le fondamenta di un edificio privato. Da un sopralluogo congiunto con i Vigili del Fuoco si è verificato che attualmente non c’è pericolo per la struttura.   Pascucci: «La situazione è sotto controllo, ma siamo pronti a intervenire al fine di garantire l’incolumità pubblica»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Uno scavo eseguito da parte dell’ENEL su via della Necropoli, proprio all’inizio del Parco della Rimembranza, ha portato alla luce una voragine di notevoli dimensioni sotto la sede stradale. «Una sorpresa che in fondo sorpresa non è» dice Lamberto Ramazzotti, professionista e politico, non si riesce a stabilire quanto più dell’uno o dell’altro, ma comunque, affidabile memoria storica, per una funzione e l’altra di quanto è avvenuto in questa città negli ultimi quaranta anni che lo hanno visto instancabile nella professione di geometra, sindaco e sempre consigliere comunale con diverse funzioni amministrative. «Non dimentichiamo – dice Ramazzotti – che su quel tratto già in passato si sono aperte delle voragini. Sotto l’amministrazione Brazzini, per esempio, crollò la strada all’altezza dell’edicola. Si aprì una voragine e furono trovati due ponti: uno di origine romana e uno di origine medioevale. Dai rilievi e gli accertamenti anche fotografici fatti all’epoca per fornirli alla sovraintendenza, si scoprì che sotto quei ponti passava un fosso ancora fluente di acqua. Questo fosso, fino agli anni 50-55, all’altezza di dove oggi si trova il “baretto”, formava una  “cascatella”. Tre anni fa, un albero del giardino sprofondò. Di questo fosso, del quale nessuno ha accertato se vi sono acque nere o bianche, ha sgrottato mano mano la condotta fatta negli anni 60’e l’acqua cade giù. Ora se l’acqua è quella del fosso, o se dipende da una perdita della condotta, ci vuole un attimo a guardare. Una cosa è certa, non si tratta di una voragine ex-novo ma è il percorso di un fosso antico che circondava le mura medievali a protezione della città che è stato riempito con terra da diporto. Non si può quindi parlare di disastro idrogeologico, bisogna soltanto accertare se quella falda che passa nel fosso appartiene al fosso o se qualcuno scarica nello stesso qualche fogna. Ci vuole poco a controllare».
Ma per quanto riguarda l’acqua che si insinua sotto il palazzo, c’è pericolo per lo stesso e per le sue fondamenta?
«Questo fosso a mio parere non passa sotto il palazzo perché il suo percorso lo ricordo alla destra dello stesso. Comunque mandare una sondina a guardare ci vuole un attimo. Sono verifiche e accertamenti che possono fare i tecnici del comune».
Intanto Pascucci comunica che l’ufficio tecnico comunale è intervenuto prontamente allertando tempestivamente ACEA ATO 2. 
«Lo sgrottamento di circa sei metri – dice il sindaco – causato da una perdita della condotta idrica, ha quasi raggiunto le fondamenta di un edificio privato e che da un sopralluogo congiunto con i Vigili del Fuoco, si è verificato che attualmente non c’è pericolo per la struttura. La situazione è sotto controllo ma qualora lo sgrottamento dovesse avanzare verso la struttura si prenderanno tutti i provvedimenti necessari a garantire l’incolumità pubblica».
Intanto anche ACEA ATO 2 è intervenuta sul posto ed ha eseguito una video ispezione per individuare il tratto interessato dalla perdita e progettare l’intervento necessario a ripristinare la condotta e le condizioni di sicurezza dell’intera area. 
Il vicesindaco Giuseppe Zito insieme al personale tecnico stanno seguendo l’evolversi della situazione.

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