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Cyberspionaggio: nei guai anche un carabiniere di Tarquinia

Cyberspionaggio: nei guai anche un carabiniere di Tarquinia

Presta servizio a Tarquinia ed è accusato di complicità con gli Occhionero. Ma sarà vero? 

TARQUINIA – La storia del cyberspionaggio di Giulio e Francesca Maria Occhionero si sposta nel viterbese. Lo scrive Il Corriere della Sera, riportando i nomi dei collaboratori degli Occhionero, utili alla causa. Lo spionaggio è rischioso, la magistratura potrebbe scoprire l’enorme archivio segreto dell’ingegnere “costruito grazie alle intrusioni informatiche effettuate con un sofisticato sistema che gli ha consentito negli ultimi due anni di spiare personalità e istituzioni”. Indispensabile a questo punto “arruolare” dei professionisti in grado di mettere il lavoro al riparo da eventuali inchieste giudiziarie. Così, dopo il poliziotto serve il carabiniere. Proprio Il Corriere della Sera fa il nome di un militare dell’Arma in servizio a Tarquinia: a lui il compito di monitorare l’andamento delle indagini – scrive il quotidiano – motivo per il quale è stato denunciato dalla Polizia postale per accesso abusivo all’archivio delle forze dell’ordine. Ma è andata proprio così? Davvero il Carabiniere è coinvolto in affari loschi? Oppure potrebbe essere solo la cartina di tornasole o peggio ancora (non sarebbe il primo caso nella storia investigativa italiana) il pesce piccolo da mettere nel tritacarne di fronte a un qualcosa di complesso e inavvicinabile? L’inchiesta va avanti, con la magistratura che punta ad arrivare a figure eccellenti che potrebbero nascondersi dietro gli Occhionero. Al momento una sola cosa è certa: il carabiniere è innocente, fino a prova contraria. 

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