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Guglielmotti, per la ''Notte bianca dei licei classici'' appassionata sinergia tra docenti e studenti

CIVITAVECCHIA – Venerdì scorso il liceo classico Padre Alberto Guglielmotti, aderendo per la prima volta a un’iniziativa nazionale giunta alla sua terza edizione, ha visto lo svolgersi della “Notte Bianca dei Licei Classici”, in contemporanea con altri 387 Istituti italiani.  La realizzazione dell’idea è stata resa possibile dall’appassionata sinergia fra docenti e studenti, guidati dai rappresentanti d’istituto Matteo Vecchi, Paolo Di Francesco, Alessandro Quaglio e dal Comitato Studentesco.

La scuola è così diventata uno spazio dove vivere e assaporare la tradizione classica giocando fra i diversi codici espressivi, alternando momenti di intensità drammatica e divertita levità. La serata è stata presentata dalla prof. Lucia Ciancarini. Direttive nazionali richiedevano di comporre un breve scritto sul valore del liceo classico, ed Emanuele Seretti è stato designato per adempiere a questo compito. Si è però prima esibito insieme a Giovanni Carboni, Paolo Di Francesco e Ettore Saladini nel primo stasimo dell’Antigone, dove ha recitato in greco antico. Lo studente, che frequenta il quarto anno di corso, ha tenuto un emozionante discorso; alcune righe sono riportate di seguito. È tuttavia possibile leggerlo integralmente sul sito dell’Istituto Guglielmotti.

[…] Se anche noi volessimo eliminare dalla nostra vita uno studio che si consideri zavorra del pensiero, non sapremmo eliminare, e di questa impossibilità sono più che convinto, quella “sensazione del classico” che un eminente psicoanalista e filosofo statunitense, James Hillman, definisce “Grecia come paesaggio interiore”.

La fortuna del Greco, forse più che del Latino, sta nella rappresentazione che quel mondo ha lasciato di se stesso: i Greci non sapevano, o sapevano non fosse bene, separare il mondo degli uomini dal mondo degli Dei, ossia separare la schiettezza della vita mondana dalla silenziosa e onnipresente vita divina. Per i Greci, “tutto è pieno di Dei, e tutto è pieno di uomini”, come scrisse Ippocrate nel De morbo sacro. Perciò il fiume è anche un Dio, come Dio è lo scalmanato volo della civetta attica, e altrettanto divino l’incubo panico, così come il sonno dell’ubriaco che ha perso la propria identità per opera di Dioniso. Il materialismo puro che contraddistinse la filosofia occidentale dei secoli successivi non avrebbe avuto il tempo di essere neanche immaginata, in Grecia. Anche se inconsciamente, tutti i Greci credevano nelle idee, ed è per questo che non è sbagliato sostenere che “tutta la storia del pensiero occidentale è un lungo commento a Platone”. Persino il più realista degli scrittori greci, Tucidide, non si ferma mai alla concezione materiale degli eventi: i “sintomi” medici della guerra sono sintomi “ideali”, totalmente avulsi dal contingente e potenzialmente ripetibili in ogni epoca futura perché animati dalla Necessità.

Concepire un mondo terrestre in totale armonia con il mondo simbolico significa includere nella visione della Natura la visione dell’Uomo stesso, e permettere anche alle generazioni a venire di entrare nei luoghi interiori dei Greci e trovare la vera essenza di loro stesse. Il confronto con il Greco è sempre, in parte, l’osservazione di uno specchio che si perpetua ad infinitum nella nostra psiche, impossibile da infrangere.

L’Italia è il paese che, per primo, si fece sensibile al problema della Grecità, e mentre nell’Europa del Nord si discuteva di riforme spirituali del Cristianesimo, da noi si leggevano gli scoli a Platone, e si discuteva con i dotti bizantini della conoscenza del mondo classico. In questo paese la forza dell’Amore per l’antico non si è mai estinta, e neanche la mente del più rozzo dei nostri connazionali è insensibile alle maestose rovine del Foro Romano, né ai tratti soavi di una Afrodite ellenistica. Comprendere che il Liceo Classico è la via più immediata per dar ascolto alla voce della commozione estetica che ci deriva dall’Antichità è il primo passo per la costruzione di un futuro socialmente e culturalmente perfetto. […]

La Dirigente scolastica e tutto l’istituto ringraziano coloro che hanno partecipato a un così grande evento.

Matteo Vecchi

 

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