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Girolami nel tritacarne del cerchio magico

Girolami nel tritacarne del cerchio magico

Entra in consiglio e deluso lascia il Movimento 5 Stelle: su facebook la reazione dei leoni da tastiera Delegati, assessori, consiglieri e lacchè di Cozzolino alzano la voce e gridano allo scandalo. Tre anni di nulla: il tradimento del Sindaco in materia di ambiente, lavoro, istruzione, commercio e altro ancora

CIVITAVECCHIA – La decisione di Luciano Girolami di abbandonare il Movimento 5 Stelle per passare al gruppo misto, ha scatenato le scomposte reazioni del cerchio magico che sostiene il sindaco Cozzolino.

Il galantuomo che diventa feccia, come nel copione più scontato in cui la volpe che non arriva all’uova dice che è acerba. Eppure in tre anni Cozzolino se avesse voluto avrebbe potuto fare del coinvolgimento la sua bandiera.

Avrebbe potuto conservare un legame con quei movimenti che lo hanno proiettato verso il Pincio, avrebbe potuto continuare a coinvolgere l’intero Movimento 5 Stelle  sui grandi temi anziché far prevalere l’arroganza e chiudersi a riccio in un Comune blindato.

Avrebbe potuto instaurare di sicuro un rapporto diverso con Raffaella Bagnano, Alessandra Riccetti e Fabrizia Trapanesi, considerate sempre utili alla causa solo quando le cose si mettono male.

Per non parlare di Carlini, trattato come uno straccio vecchio o di Girolami, ottimo fino al sentore che potesse essere funzionale al cerchio magico.

Grillini simili al capitano di giustizia dei Promessi Sposi di Manzoni: tentò di sedare la rivolta con parole di lusinga nei  confronti del popolo, fino alla sassata. Quando dalla folla arrivò la pietra che lo colpì alla testa, il capitano di giustizia gettò la maschera e insultò i rivoltosi col termine ‘‘canaglia’’.

Questo accade oggi nel Movimento 5 Stelle.

La grande piazza di facebook dà voce ai leoni da tastiera. Venduto, ipocrita, vigliacco: da Andrea Palmieri (ex delegato di Tidei) al noto Antonio Biso, dall’assessore Vincenzo D’Antò al giovane consigliere Matteo Manunta che ha venduto l’anima per un’elezione alla Città Metropolitana, tutti oggi si sentono in diritto di giudicare Girolami per le sue scelte. E in alcuni casi con un linguaggio da gentleman.

Ma dove sono stati questi signori per tre anni? Bene i motivi che hanno portato all’elezione di Cozzolino per cambiare radicalmente le cose, ma siamo sicuri che la mala-politica del passato basti a giustificare l’inefficienza e l’incompetenza che in questi tre anni sta portando Civitavecchia al tracollo? Obiettività zero: si giudica la scelta di Girolami di abbandonare i grillini dopo anni di esclusione e non si guarda in faccia la realtà.

Siamo sicuri che il sindaco Antonio Cozzolino e buona parte dei suoi assessori e consiglieri non abbiano tradito la città? Il programma del M5S è facilmente consultabile e ognuno può farsi un’idea.

Basta confrontare gli impegni presi in campagna elettorale con le cose fatte, soprattutto in materia di ambiente,  commercio, innovazione tecnologica, istruzione.

Un esercizio che si rivelerebbe in automatico una ‘‘caccia al traditore ‘‘senza precedenti. Alla fine lo spiazzato Cozzolino, quello che in consiglio riesce solo ad allargare le braccia, trova il coraggio di dire qualcosa sull’uscita di Girolami dal M5S.

Dopo il falso “in bocca al lupo” in consiglio, in una nota parla di trasformismo politico e di tradimento, definendo puerili e ipocrite le motivazioni con le quali si è consumato il divorzio. Cozzolino tenta di smentire Girolami su Hcs: “I lavoratori – dichiara –  possono contare da sempre sulla nostra massima chiarezza: il cammino per salvare le partecipate è chiaro e sta andando avanti positivamente come previsto, come dimostra l’ammissibilità dichiarata dal Tribunale nei giorni scorsi”.

Troppo tardi: i lavoratori Hcs non ci cascano più e sono già pronti allo sciopero.

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