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Ripetitore Wind, manca il parere dell'Arpa

Ripetitore Wind, manca il parere dell'Arpa

VALCANNETO. Una legge nazionale considera l’installazione dell’antenna un’opera urbanistica primaria. Accolto il ricorso del gestore al Tar, l’Amministrazione ha avviato la procedura per impiantare l’apparecchiatura 

di TONI MORETTI

CERVETERI – “Gli imbavagliati”, quel gruppo che si presenta, è già la terza volta con un cerotto sulla bocca per protestare contro quello che si può definire un orientamento dovuto, cioè autorizzare l’impianto di un’antenna per la telefonia mobile a Valcanneto, tolgono il cerotto dalla bocca ed esibibiscono un cartello col numero 62, quanti sono secondo loro i giorni che attendono risposte dall’Amministrazione.  Per giustificare e non far apparire strumentale il termine dovuto, bisogna partire dall’assunto che una legge nazionale classifica queste strutture come opere urbanistiche essenziali come gli acquedotti, le reti del gas di città e la luce, alle quali nessun comune può opporre diniego se condotte con gli standard di legge. La nostra vicenda parte nel lontano 2008, quando la società telefonica WIND chiede di poter implementare un impianto nel comune di Valcanneto in un sito comunale. Di fronte ad una “agitazione” popolare evidente ed in qualche modo giustificata, visto che i siti comunali disponibili erano compresi in aree destinate al verde e vicine alle abitazioni, il comune pone diniego alla richiesta. Qualche tempo dopo, sempre la WIND, inoltra un’altra richiesta per impiantare una antenna. Alla medesima, questa volta allega un contratto di affitto stipulato con un privato per un appezzamento di terreno fuori dal centro abitato e ad un nuovo diniego del comune fa ricorso al TAR il quale lo accoglie e ordina la sospensiva del diniego prima di esprimersi sul merito. Con l’ultima e contestata delibera ad opera degli imbavagliati, il comune avvia la procedura per arrivare al permesso di impiantare l’antenna che deve passare per il parere dell’arpa e per il rispetto di adempimenti che saranno richiesti. La contestazione del fatto che il comune non ha provveduto a fare i rilievi circa il tasso di inquinamento elettromagnetico esistente è priva di significato in quanto non è di sua competenza. Non potrà mancare però eseguita dall’ARPA prima di rilasciare il permesso a costruire, come non potrà mancare poi il monitoraggio costante, sempre dell’ARPA di tutto il territorio interessato per il controllo del rispetto delle indicazioni che verranno date in sede di rilascio del permesso.  Circa poi la coda di tutto il discorso, di non poca importanza in quanto tocca una sfera etica e comportamentale, ci sono da sottolineare  le polemiche politiche scaturite a tante basse insinuazioni fatte sulla persona di chi possiede il terreno affittato in quanto consigliere comunale, ma ci saranno le opportune sedi per appianarle. Poi si deve sottolineare il grande senso del rispetto dell’ambiente e della salute di un comitato che nonostante il bavaglio in bocca riesce a dire che con uno sgravio di tasse sarebbero disposti a soprassedere. Ma soprassedere a cosa se comunque il comune è obbligato a farlo? A loro rimarrebbe l’onere civico, imbavagliati o non di controllare se tutti gli atti saranno eseguiti a norma e denunciare, possibilmente senza barattare, eventuali mancanze, dovute all’amministrazione o all’azienda stessa.

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