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Helyos, i lavoratori: "Siamo stremati"

Helyos, i lavoratori: "Siamo stremati"

Duro scontro con il Sindaco questa mattina all'aula Pucci, con Cozzolino che ha poi fatto sgomberare il Comune. I sindacati: "Nessun documento e nessuna carta mostrata sul passaggio di appalto. Domani saremo dal dirigente Carugno"   VIDEO

CIVITAVECCHIA – Lavoratori senza stipendio e preoccupati per il proprio futuro in assemblea permanente ed aula Pucci fatta sgomberare. È questa la nuova pagina della vertenza Helyos; pagina che si è consumata questa mattina e che, ancora una volta, ha messo in luce tutta l’incapacità di un sindaco come Cozzolino di seguire la strada del dialogo. Perché gli animi erano agitati, ma arrivare a far sgomberare il Comune “è inaccettabile” hanno tuonato i sindacati presenti. “Blindare il Pincio con 90 lavoratrici senza stipendio – ha commentato Diego Nunzi della Cgil – è la pagina più brutta che si potesse vedere”. L’alternativa era rimanere lì, “ed essere denunciati – ha aggiunto Fabiana Attig – per interruzione di pubblico servizio. Abbiamo preferito lasciare l’aula, avremo modo e tempo di attivare azioni di lotta. Dobbiamo ringraziare anche i consiglieri Riccetti, Grasso e Piendibene che ci hanno sostenuto e hanno mantenuto la calma tra i lavoratori”.

Nel frattempo l’incontro proprio tra organizzazioni sindacali ed amministrazione sul passaggio da Unilabor al nuovo aggiudicatario del servizio si è rivelato tutt’altro che decisivo: solo una riunione interlocutoria. “Avremmo dovuto discutere – ha aggiunto Attig – del passaggio di appalto, ma ci siamo trovati di fronte all’ennesima favoletta raccontata dal Sindaco, senza alcun documento e senza carte alla mano. Non siamo certo stati tranquillizzati. Avevamo chiesto di ritirare, in autotutela, la determina di affidamento preventivo del servizio, per esaminare bene gli atti e capire se in effetti la nuova società abbia quel rischio di impresa in grado di tutelare i lavoratori”. In questo senso domani i sindacati si recheranno dal dirigente Carugno proprio per affrontare questi aspetti. “Anche perché – hanno ricordato – non è avvenuto alcun passaggio con le parti sociali per capire se, avendo scorporato la gara per il Tribunale, vi saranno ripercussioni in termini di ribasso dei parametri per i lavoratori, che rischiano di passare tutti al minimo delle ore. Ricordiamo che sono per la maggior parte donne sole, con figli minori a carico. Una situazione non tollerabile”.

E in più da dicembre non vengono pagati gli stipendi. “Noi siamo qui per un nostro diritto – ha commentato una lavoratrice – ci accusano di fare show, di essere strumentalizzati. E invece veniamo al Comune per chiedere rispetto, per la nostra dignità, per avere garanzie certe sul nostro futuro. Oggi è 23 gennaio e siamo ancora senza stipendio; e ancora non sappiamo se e quando partiranno i bonifici. Questa è un’amministrazione che non apre le porte né vuole il dialogo. E noi siamo stremati”.     

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