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Al Castello si parla di Aquae Tauri

Al Castello si parla di Aquae Tauri

Domani alle 17 a Santa Severa si terrà la relazione di Glauco Stracci sul sito archeologico, l’ingresso è gratuito. Ultimo appuntamento con il ciclo invernale di conferenze del Gatc

di CARLO CANNA

SANTA MARINELLA – Domani sera, alle ore 17, al castello di Santa Severa-Sala delle Conferenze, si terrà l’ultimo appuntamento con il ciclo invernale di conferenze dedicate alla divulgazione scientifica a cura del Gatc (Gruppo archeologico del territorio cerite).

Nella conferenza in programma, intitolata “il municipio romano di Aquae tauri presso Civitavecchia”, Glauco Stracci illustrerà alla platea le ultime novità sul sito archeologico localizzato nell’area della “Ficoncella”, alle spalle dell’omonimo stabilimento termale. Il centro romano di Aquae tauri sorse probabilmente attorno al II secolo ac ed ebbe grande attività grazie allo sfruttamento delle acque termali fino a quando non venne progressivamente abbandonato in epoca imperiale, sotto Adriano, ostacolato dalla presenza del vicino centro termale delle terme Taurine. T

ra i resti archeologici più significativi di Aquae tauri vi è una grande vasca ellittica, a gradini concentrici, intagliata nel travertino, identificabile come un calidarium, attorno alla quale si è concentrata maggiormente l’attività dei soci della Società storica civitavecchiese che a partire dal 2015 hanno condotto due campagne di ripulitura e di messa in sicurezza, attraverso il coordinamento di Stracci e la supervisione della Soprintendenza.

Tali attività hanno consentito il rinvenimento di diversi materiali di superficie: tessere di mosaico, cubilia, frammenti ceramici e monete in bronzo. Tra queste ultime si segnala la presenza di una moneta rinvenuta da Stracci all’interno del calcestruzzo delle murature della vasca, databile al 180 ac (data che confermerebbe l’antichità del sito), sulla quale è stata identificata con certezza la testa  di Giano, in fronte, mentre, in recto, resta dubbia l’immagine della prua di una nave con Ulisse che tiene in mano un bastone.

Gli interventi condotti nel sito hanno destato nuovo interesse anche da parte della comunità scientifica, attraverso il coinvolgimento delle università di Bologna e di Roma, che a breve inizieranno un primo vero e proprio scavo sistematico nell’area archeologica. Tra le iniziative recenti si ricordano la partecipazione di Stracci ad un convegno accademico che si è svolto a Roma e a Civitavecchia e la pubblicazione di un quaderno intitolato “Aquae tauri.

Da sogno a progetto”. In attesa che le indagini condotte dalle università possano svelare nuovi segreti su quella che possiamo considerare come la “prima Civitavecchia di epoca romana”, per chi volesse saperne di più, non resta che partecipare alla conferenza di domani. L’ingresso è libero. 

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