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Crematorio: interviene la Regione Lazio

Crematorio: interviene la Regione Lazio

Sorgono anche dubbi sull’autorizzazione paesaggistica del progetto, secondo Mencarelli  la delibera richiamerebbe solo un parere del Ministero. Il comitato Punton de rocchi ha mostrato la lettera in cui viene intimato al Comune di rispondere entro trenta giorni - VIDEO

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – Forno crematorio: interviene anche la Regione Lazio e sorgono dubbi sull’autorizzazione paesaggistica. 

Nel corso di una conferenza il comitato Punton de rocchi, tramite il legale Daniele Barbieri e l’architetto Ermanno Mencarelli, ha ripercorso la strada fatta per bloccare la costruzione dell’inceneritore di salme che dovrebbe sorgere presso il cimitero nuovo di via Braccianese Claudia. 

“La novità – ha spiegato Barbieri – è l’intervento della Regione Lazio che ha  aperto una fase istruttoria su nostra segnalazione.  È arrivata una lettera in cui si intima all’amministrazione comunale di depositare entro trenta giorni una relazione esplicativa di quelle che sono le lamentele da parte dei comitati, la nostra segnalazione ha lo stesso contenuto di quella che era poi la denuncia alla Procura della Repubblica ed il ricorso presentato al Tar in cui abbiamo rappresentato tutte quelle che noi riteniamo le illegittimità ravvisate. La regione – ha sottolineato – sembrerebbe aver valutato in via pre-istruttoria che qualcosa non va e quindi ha aperto una fase istruttoria con cui dovrà poi arrivare ad una conclusione dopo aver valutato la risposta del Comune. Ora siamo in attesa – ha concluso – della fissazione dell’udienza al Tar dove chiediamo la sospensiva della delibera e il deposito della consulenza tecnica del Pubblico Ministero dove noi abbiamo chiesto il sequestro tecnico dell’area”.  

Un segnale colto positivamente anche dall’architetto Mencarelli che pone però un ulteriore quesito.

“La Regione Lazio – ha detto Mencarelli – ha scritto questa prima nota, diciamo che presuntivamente ci possono essere delle eventuali illegittimità, ha quindi scritto al Comune per contro dedurre in merito e il comune argomenterà come crede i quesiti posti dall’avvocato Barbieri. Tra cui – sottolinea – la famosa autorizzazione paesaggistica, che è praticamente una lettera del Ministero in cui esprime un parere, seppur favorevole, al procedimento».

Un’autorizzazione che secondo l’architetto mancherebbe.

“Negli atti – ha spiegato – almeno in quelli pubblicati non c’era, c’è un parere del Ministero che invita il Comune a non dare inizio ai lavori, chiude questo parere favorevolmente invitando però, ovviamente, a non dar corso alle opere se non in attesa dell’autorizzazione paesaggistica data con determina regionale, con un procedimento. Questo è il documento del Ministero e questo documento è richiamato nella delibera 95 e questo è desumibile dall’albo pretorio online del comune di Civitavecchia”. 

Secondo Mencarelli, quindi, la delibera di giunta richiamerebbe un’autorizzazione paesaggistica che in realtà non è mai stata rilasciata, in quanto si tratterebbe solo di un parere del ministero, se quanto sostenuto dall’ex dirigente del Comune risultasse vero “il Sindaco e gli assessori che hanno votato quella delibera – ha detto lo stesso Mencarelli a margine della conferenza stampa – sarebbero responsabili di un falso in atto pubblico, quella delibera che, per altro, come parere tecnico riporta solo quello de segretario generale e non quello del dirigente urbanistico”.

La coordinatrice del comitato Punton de Rocchi, Marinella Scaccia: “Spero che Civitavecchia non abbia più servitù”.

Roberto Melchiorri ha sottolineato che “tutti i reclami fatti sono giunti a destinazione e sembra che gli stessi uffici tecnici della Regione li abbiano apprezzati”.

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