Pubblicato il

Spaccatura partita dal Cara

Spaccatura partita dal Cara

Cozzolino e i suoi dichiararono guerra alla Riccetti colpevole di aver previsto tutto. Un sindaco incapace di imporsi: Civitavecchia impreparata avrà i 194 immigrati del progetto Sprar oltre agli ospiti della De Carolis. La presidente: "Non si governa a dispetto dei cittadini"

CIVITAVECCHIA – Messa in croce a partire dal famoso consiglio comunale sui migranti alla caserma De Carolis, la presidente del consiglio comunale Alessandra Riccetti ha subìto un vero e proprio martirio in maggioranza.

Non si è allineata, ha deciso di ascoltare la voce dei cittadini, facendo passare in secondo piano la necessita amministrativa di concludere l’operazione migranti in accordo con una Prefettura che più volte si è dimostrata inaffidabile.

E  ha sospeso il consiglio comunale in corso, rifiutandosi di sgomberare quelle persone che semplicemente chiedevano inforazioni e animatamente portavano alla massima assise cittadina la loro protesta.

Mail, chat, messaggi e tanto altro per dichiarare gradualmente il nemico da abbattere.

La scollatura che poi l’ha portata ad uscire dal Movimento 5 Stelle è iniziata proprio così, con Alessandra Riccetti che non si è allineata a Cozzolino e al suo cerchio magico che già avevano accettato un hub alla caserma De Carolis, accontentandosi di due marciapiedi, quattro lampioni e un campo sportivo in cambio di un impegno difficile da mantenere.

Nessun motivo razziale, ma semplice cognizione dello stato dei fatti: Civitavecchia è da sempre deficitaria per quanto riguarda il numero degli operatori della sicurezza, dei trasporti e della sanità, come può permettersi di accettare nuovi arrivi senza potenziare prima le strutture esistenti? E poi, visto quanto già accaduto in passato, con che coraggio si accetta una De Carolis bis, sapendo già di non essere in grado di garantire una ospitalità dignitosa ai migranti in arrivo? Cozzolino però ha tirato dritto, nella sua incapacità di imporsi.

Prima la Prefettura ha tentato letteralmente di scaricare altri ospiti in un’anonima palazzina di viale della Vittoria proprio mentre fingeva di trattare con il Comune sulla De Carolis, ora si ritrova con il cerino in mano: mentre gli altri comuni hanno contribuito a una equa ripartizione degli arrivi, Civitavecchia accoglierà 194 migranti con il progetto Sprar, ma l’ipotesi ‘‘De Carolis’’ rimane in piedi.

Un vero e proprio affare.

L’ipocrisia di Cozzolino e del suo cerchio magico emerge anche in questa storia: tante belle parole, ma fatti irrilevanti. Per dirla tutta, i sedicenti grillini hanno tentato di disfarsi della Riccetti trasmettendo al Prefetto segnalazioni negative circa l’atteggiamento che la presidente del consiglio comunale avrebbe assunto proprio sulla questione Cara.

“Chi di noi è capace di non aprire il cuore di fronte a uomini, donne e bambini in difficoltà? – si chiede Alessandra Riccetti – Tuttavia non siamo in grado di offrire una buona politica alle famiglie civitavecchiesi, figuriamoci agli immigrati. Io non prevedo il futuro – prosegue la presidente del consiglio comunale – ma in questo caso sono stata un facile profeta. Tutto questo me lo aspettavo ampiamente, sapevo già che a Civitavecchia avrebbero imposto più arrivi in cambio di nulla. Una città che ha sempre dato, in cui la politica non ha mai saputo chiedere niente in cambio, era ed è ancora considerata nei palazzi romani una miniera d’oro sulla quale mettere le mani in vista di ogni emergenza. Il sindaco ha fatto finta di non vedere la realtà – aggiunge – ha preferito andare avanti sul nulla insieme ai suoi scudieri, incurante delle conseguenze per la città che già vive delle tensioni sociali non indifferenti. Hanno voluto colpirmi invece che ascoltarmi quando semplicemente riportavo la voce della gente o davo dei consigli. Non si può amministrare in contrapposizione con la città – conclude la Riccetti – e non è umano dire sì a nuovi arrivi, sapendo già di non avere le condizioni minime per ospitare dignitosamente chi scappa dalla fame”.

ULTIME NEWS