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Uccise moglie e figli piccoli, Lissi rinuncia all'appello: "Ergastolo giusto"

 Nel 2014 uccise moglie e figli a Motta Visconti (Milano), poi andò a vedere la partita in tv. Condannato in primo grado all’ergastolo, ora Carlo Lissi ha scritto ai giudici per dire che rinuncia all’appello e che merita la condanna. La notizia è riportata dal ‘Corriere della Sera’. Secondo quanto riferisce il quotidiano, l’uomo ha rinunciato al ricorso già presentato in appello.
Lissi ha depositato una «richiesta di rinuncia, considerando congrua la condanna inflittami in primo grado e scusandomi per la perdita di tempo – ha scritto ai giudici – fiducioso in un favorevole accoglimento». La decisione di Lissi «non può che lasciarci soddisfatti» perché dimostra che la condanna è servita «per portare Lissi ad un reale pentimento». Così Domenico Musicco, legale della mamma di Cristina, Giuseppina Redaelli, conferma all’AdnKronos che la Corte d’Appello di Pavia ha recepito la missiva e che ha ritenuto valide le ragioni dell’imputato e che dunque non ci sarà l’appello. La lettera «è stata scritta spontaneamente da Lissi che non l’ha concordata con il suo avvocato», spiega Musicco. Evidentemente, aggiunge, lui stesso ha maturato «quello che avevamo detto in primo grado, cioè che per dimostrare un reale pentimento Lissi avrebbe dovuto chiedere per sé l’ergastolo, anche in contrasto con il suo difensore. La condanna che ha ricevuto gli è servita a farlo pentire». Ma «è anche la prova che quando le pene vengono comminate in modo giusto, servono non solo come deterrente, ma anche al recupero dell’imputato». Questa notizia «alleggerirà i famigliari del loro grande dolore» conclude l’avvocato.

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