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''Porto Clementino, qualcosa non ci torna''

''Porto Clementino, qualcosa non ci torna''

Il movimento spontaneo per la salvaguardia del sito tuona contro le dichiarazioni trionfalistiche del sindaco Mauro Mazzola: "I referenti regionali ci hanno detto che noi non dovevamo sentire". «La dottoressa Scapaticci ci risulta andata in pensione il giorno dopo»

TARQUINIA – Qualcosa non torna. Il Comitato spontaneo per la salvaguardia di Porto Clementino smentisce le parole rassicuranti del sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola diffuse poche ore dopo il sopralluogo sul sito che da tempo attende un intervento risolutivo di salvaguardia e restyling.

Il comitato parla di «forte disappunto» nei confronti del comunicato diffuso dall’amministrazione comunale. «Disappunto – spiegano – perché nonostante il movimento, dopo quasi due anni di lotte, petizioni, mostre e manifestazioni e di promesse della “parte” politica” (sin qui ..vuote..), abbia visto l’amministrazione riconoscere il problema e istituire una Commissione per discuterne e valutare insieme ai cittadini come muoversi per salvarlo. Nonostante nella suddetta commissione figuri il rappresentante pro-tempore del movimento e nonostante sia stato nominato dall’amministrazione anche un assessore delegato a seguire le problematiche del sito, quanto è accaduto durante il sopralluogo, e con quanti erano presenti (oltre le poche persone citate dal comunicato,) non solo non c’è traccia, ma dimostrano come commissione e assessore delegato e soluzioni condivise sono fuffa».

Ma andiamo per gradi. Stringato il comunicato della giunta Mazzola: «Abbiamo effettuato un nuovo sopralluogo a Porto Clementino, con Regione Lazio e Soprintendenza», dice il sindaco che, insieme al consigliere regionale Enrico Panunzi e al direttore della Direzione Regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo Mauro Lasagna, mercoledì mattina si è recato sul posto. «Presenti – recita la nota – gli assessori Sandro Celli, Angelo Centini e Anselmo Ranucci e il presidente del consiglio comunale Armando Palmini. A rappresentare la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, la dottoressa Gabriella Scapaticci. Sul posto anche il professor Lucio Fiorini, dell’Università di Perugia, curatore degli scavi archeologici di Gravisca». «Il sopralluogo – spiega poi Mazzola – concordato con l’onorevole Panunzi, che ringrazio per la disponibilità e l’interesse dimostrati, ha dato modo ai tecnici della Regione Lazio di constatare le condizioni di Porto Clementino. Nelle scorse settimane l’assessore Centini, incaricato di seguire la questione, aveva inviato una dettagliata relazione storico-tecnica sul sito. L’obiettivo è di realizzare in tempi rapidi interventi adeguati di consolidamento e salvaguardia. Avevamo promesso di seguire con molta attenzione il problema. Porto Clementino è un luogo simbolo del nostro litorale e vogliamo preservarlo. Stiamo seguendo tutti i canali istituzionali, in collaborazione la Regione Lazio e la Soprintendenza, per arrivare a una soluzione positiva e condivisa».

«La cosa è inquietante – tuonano dal Comitato – Non fosse altro perché c’era anche la Sovrintendenza, che non solo ha fatto orecchie da mercante, lavandosene letteralmente le mani perché servirebbero fondi molto grandi, ma perché presente in modo grottesco con la dottoressa Scapaticci che sarebbe andata in pensione giusto il giorno dopo (giovedì, quindi) e perché i referenti regionali hanno discusso animatamente con un rappresentante del comitato lì presente e al quale è stato vergognosamente detto ‘‘chi vi ha invitati a venire? Non dovete sentire! Quindi dove è la “soluzione condivisa e positiva” citata in chiusura del comunicato? Cosa il comitato non doveva sentire?» . «Né altre o migliori intenzioni concrete sono emerse, al di là dell’alterco sopra citato – aggiungono dal comitato – dal consigliere regionale e dal tecnico regionale presenti». Tanto che il comitato si chiede cosa siano venuti a fare, «visto che – dicono – un sopralluogo, quelle stesse due persone (il consigliere Enrico Panunzi e il direttore della Direzione Regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo Mauro Lasagna) lo avevano già fatto». «Né in vero – precisano i cittadini di Tarquinia – ha avuto seguito l’interrogazione della consigliera regionale Silva Blasi: niente soldi, niente legge, giusto uno studio che pone tra le priorità Porto Clementino al 72esimo posto, nemmeno metterlo in sicurezza quindi? Vista la grande affluenza in estate, prima di muovere un dito aspettiamo il morto?». «Forse Sovrintendenza e Regione Lazio – attaccano dal Comitato – avevano “giusti giusti” i soldi per farsi una giornata a Tarquinia e magari festeggiare con l’occasione la pensione della dottoressa della Sovrintendenza Scapaticci? Già, non la pagano loro. E comunque peccato il brutto tempo, visto che non hanno usato quella giornata di lavoro per svolgere attività per i cittadini e né hanno potuto godere appieno di quell’affascinante sito se era giornata di vacanza». «Sito – aggiunge il Comitato – purtroppo oggi è morente proprio per mancanza di interventi che solo loro hanno il potere di progettare e far eseguire». «Il silenzio su quante persone c’erano e quanto è concretamente accaduto avremmo anche potuto capirlo – conclude il Comitato – se il quadro generale non fosse apparso tanto sconcertante, ma lo è stato. E le tantissime persone presenti possono testimoniarlo. Questo perché nonostante la sopra citata commissione (e di lì il movimento) non era stato né informato né invitato. Qualcuno ha parlato e così tanti membri attivi e tanti cittadini sostenitori, nonostante il freddo e il forte vento erano puntuali sul posto. E hanno potuto sentire e vedere con i loro occhi e le loro orecchie quanto stava accadendo. Qualcosa non ci torna al punto da chiederci se siamo ancora in democrazia o no. Come sempre vogliamo non pensare male, ma… andremo fino in fondo».

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