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Immigrati, Farnesiana ancora a rischio

Immigrati, Farnesiana ancora a rischio

Pur partecipando allo Sprar non si esclude il percorso dell’accoglienza privata. Cammilletti: «Eviteremo decisioni impopolari». Ianniello: «Quel progetto è una cambiale in bianco»

ALLUMIERE – Sprar si Sprar no: questo l’interrogativo che si stanno ponendo in collina gli allumieraschi dopo che la prefettura ha incontrato i sindaci del comprensorio, compreso il sindaco di Allumiere, Augusto Battilocchio.

«È ormai palese che ogni Comune, pur non essendo obbligato, deve fare la sua parte per ospitare e integrare gli immigrati tramite lo Sprar, perché, in mancanza di adesione volontaria da parte dei comuni – spiega il consigliere comunale d’opposizione, Carlo Cammilletti – la Prefettura si troverà costretta ad assegnare i Cas ai privati là dove non c’è stata adesione dei Comuni. La situazione della Farnesiana, invece, fa parte di un altro percorso che ad oggi non può essere escluso pur partecipando allo Sprar perché è un’accoglienza di altro genere e privata. Vista la particolarità della questione si stanno valutando tutte le alternative interpellando tecnici di settore rimanendo comunque in contatto con la Prefettura per definire tutte le eventualità evitando decisioni impopolari e controproducenti sia per i residenti che per i migranti stessi che è giusto vengano accolti da una comunità volenterosa ma rispettata. Come cittadini possiamo criticare qualsiasi decisione, che sia presa dalle amministrazioni comunali, dalla Regione, dallo Stato e dall’Europa, ma rimane il fatto che un sindaco con la sua giunta e con tutta l’amministrazione, per quanto riguarda il tema in questione, non può avere ne meriti o demeriti visto che è tutto già deciso dalla Prefettura. Sarebbe bene, da parte di tutti, di non strumentalizzare certe situazioni riversando colpe verso coloro che, non per incapacità ma per impossibilità decisionale, non ne hanno altrimenti si crea solo caos». Cammiletti poi conclude il suo intervento sottolineando che: «Non è la prima vota che ad Allumiere accogliamo extracomunitari e con il tempo si è sempre tutto risolto con una partecipata integrazione; 15 persone su più di 4000 abitanti non credo potranno creare così tanti problemi, anche perché diversamente da come viene fatto solitamente, si farà in modo da non ghettizzarli in un unico punto del paese ma di suddividerli in varie abitazioni per il paese proprio per amplificare il senso di integrazione. Comunque nulla è ancora stato deciso: magari dopo aver parlato con i tecnici che ci illustreranno il progetto Sprar nei suoi dettagli le valutazioni saranno più chiare».

Di tutt’altro parere il responsabile del Movimento civico di Allumiere ‘’Il paese che risorge’’, Carmine Ianniello. «Le amministrazioni dovrebbero non aderire allo Sprar che è facoltativo. Lo Sprar è una cambiale in bianco. Le prefetture non sanno come piazzare oltre 200mila immigrati e hanno pensato bene di convocare i vari sindaci per scaricare la patata bollente su di loro riempendoli di rassicurazioni vane. L’adesione allo Sprar non può impedire la partecipazione di eventuali privati ai bandi destinati ai privati salvo ovviamente i requisiti perché sono due cose distinte». «Lo Sprar o quel che sia – aggiunge Ianniello – può essere utile solo con il blocco dei nuovi arrivi: fin quando ci saranno sbarchi i Comuni saranno sempre e continuamente chiamati ad accogliere e aggiungo che con il continuare degli sbarchi e fermo restando che tutti i Comuni italiani aderiscano allo Sprar accogliendo il numero a loro spettante questo numero verrà rivisto in aumento, altrimenti dove collocano tutti gli altri arrivi? Il mio invito per il bene di Allumiere è dei cittadini è di non aderire allo Sprar».

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