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Il cemento avanza ma la maggioranza frena

Piano Integrato Osteria Nuova, ora tocca alla giunta ratificare l’accordo. Decisioni che pendono come una spada di Damocle su chi amministra oggi e chi lo farà domani

Piano Integrato Osteria Nuova, ora tocca alla giunta ratificare l’accordo. Decisioni che pendono come una spada di Damocle su chi amministra oggi e chi lo farà domani

di FABIO PAPARELLA

 

LADISPOLI – Erano diversi mesi che il lacerante dibattito su Osteria Nuova tra i sostenitori del mattone e i teorici del consumo di suolo zero era entrato in standby. Probabilmente perché non c’erano stati sviluppi immediatamente percepibili dall’opinione pubblica in relazione all’iter di approvazione del programma integrato di intervento che fa capo alla Palo Laziale srl.

Qualche giorno fa, però, è stata pubblicata una determina dirigenziale (det. n.154 del 26/01/2017) firmata dal responsabile della pianificazione urbanistica ed edilizia del comune di Ladispoli con la quale si è proceduto all’approvazione dello schema di accordo procedimentale tra l’ente, rappresentato dal responsabile del procedimento Arch.Passerini e la società Palo Laziale srl, rappresentata dall’Amministratore Unico Fabio Pallotta.

Per comprendere a che punto ci si trova del percorso che potrebbe portare alla trasformazione di circa 40 ettari di verde agricolo in circa 300mila metri cubi di nuove abitazioni a ridosso del Bosco di Palo, bisogna riprendere la delibera consiliare n. 4 del 12 marzo 2015. Con essa il consiglio, all’unanimità dei presenti (assenti i consiglieri Agaro, Cervo, Crimaldi, Fargnoli e Asciutto), prendeva atto delle sette proposte di piani integrati pervenute, approvava lo schema di convenzione quadro con gli operatori e la tabelle delle opere prioritarie con stima del relativo costo coperto dai contributi straordinari e, soprattutto, approvava un documento di indirizzo che fissava i criteri per i vari piani integrati e definiva un cronoprogramma del procedimento.

In questo cronoprogramma c’è la sequenza dei passaggi da superare affinché un piano integrato e, quindi, anche quello di Osteria Nuova diventi realtà.

Esso prevedeva- dopo la presentazione delle proposte, l’istruttoria, la comunicazione dell’esito istruttorio delle stesse e la suddetta delibera di indirizzo del consiglio comunale- l’apertura di una fasi negoziazione “per il raggiungimento ottimale degli obiettivi pubblici e privati, con relativa constatazione e definizione tramite stipula di accordo procedimentale tra amministrazione ed operatore”. Con la determina di giovedì 26 gennaio che dà atto della stipula dell’accordo procedimentale questa fase si è chiusa. Subito dopo il cronoprogramma prevede la delibera della giunta comunale per la definizione dei termini attuativi per la regolamentazione del procedimento e degli specifici indirizzi agli operatori.

La necessità di un voto della giunta è confermata dalla scrittura privata contenente l’accordo: “”La deliberazione della Giunta Comunale, di cui al verbale del 30.9.2015, articolo 5, secondo trattino, dovrà avvenire entro dieci giorni dalla stipula del presente atto. Quindi dovrà essere inviata al Consiglio comunale la proposta di deliberazione consiliare […] infine, successivamente a tale deliberazione consiliare, le parti dovranno sottoscrivere la convenzione quadro di cui allo stesso art.5, quarto trattino.”

Il voto in giunta è il passaggio che riscontrerà i maggiori problemi. Infatti su Osteria Nuova i precedenti confronti all’interno della giunta avrebbero fatto emergere divergenze difficili da rimuovere. Diversi fra gli assessori sembra non fossero a conoscenza dell’approvazione dello schema di accordo sancito dalla determina di giovedì scorso ed è molto probabile che l’approdo in giunta dell’atto successivo incontrerà non poche resistenze. Ma questo ulteriore step, secondo il cronoprogramma che l’Amministrazione stessa si è data e che il consiglio comunale ha approvato, dovrebbe precedere l’adozione del programma integrato di intervento in consiglio comunale.

Ma facciamo un passo indietro. Nei mesi scorsi, quando ancora lo schema di accordo doveva essere concluso fra le parte e si era registrato uno stallo nella prosecuzione dell’iter, l’Amministrazione comunale aveva ricevuto dalla società Palo laziale srl una missiva in cui la società diffidava il comune ad adempiere dando continuità ed attuazione agli accordi già presi. Il peso di questa lettera sulle azioni successive dell’ente non è dato sapersi e nemmeno è mai stata resa nota da parte dell’Amministrazione la ricezione di questo documento.

Ci si chiede però fino a che punto l’ultimo, ulteriore atto approvato dal comune giovedì scorso vincoli l’ente alla realizzazione di un progetto edificatorio che mette mano in maniera consistente ad una delle poche aree verdi della città rimaste intatte negli ultimi 30 anni. Un piano integrato che, secondo la tabella approvata in consiglio comunale nel marzo 2015, richiederà alla ditta un contributo straordinario di 5.482.983,00 euro. Ditta che, come specificato nella scrittura privata fra comune di Ladispoli e Palo Laziale S.r.l, “a fronte dell’approvazione definitiva del PII come da procedimento indicato, deve realizzare a propria cura e spese le opere e all’eventuale pagamento a conguaglio ove dette opere fossero di importo inferiore al contributo straordinario dovuto”.

Gli atti messi in fila fin qui, anche qualora la giunta nei prossimi giorni decida di non darvi seguito e persino nel caso in cui il consiglio comunale decidesse di non approvare il piano integrato o addirittura di non portarlo nemmeno in discussione, rischiano di pendere come una spada di Damocle su chi amministra oggi e su chi lo farà domani.

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