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Orte – Civitavecchia, parere negativo del Ministero dell'Ambiente

Orte – Civitavecchia, parere negativo del Ministero dell'Ambiente

Tarquinia. La Commissione tecnica di Via ha detto no al tracciato verde.  Esultano i comitati e le associazioni ambientaliste

TARQUINIA – Comitati, cittadini e associazioni ambientaliste esultano. La commissione tecnica di Via del Ministero dell’Ambiente ha infatti dato parere negativo al tanto discusso tracciato verde per il completamento della Orte-Civitavecchia.

Dopo due anni, finalmente la buona notizia per la vallata del Mignone di Tarquinia – diconono Italia Nostra, Forum Ambientalista e Comitato per il diritto alla Mobilità – la superstrada 675 nel tratto Monte Romano-Tarquinia è stata sonoramente bocciata dalla commissione tecnica di Via del Ministero dell’Ambiente».

Il progetto in esame al Ministero dell’Ambiente era quello per la S.S. 675 Umbro-Laziale – Completamento del collegamento del porto di Civitavecchia con il nodo intermodale di Orte – Tratto Monte Romano Est-Civitavecchia. Il progetto prevedeva un tracciato finale di circa 18 km, era composto da 9 viadotti, 1 galleria e 2 svincoli, tutti nella vallata del Mignone, una delle aree più incontaminate e ricche di bellezza d’Italia, contraddistinta dalla molteplicità degli ecosistemi e dalla rilevanza dei vincoli riconosciuti all’area più ampia di zps “Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate” inserite nella rete “Natura 2000, tutelato dalla direttiva europea Habitat (conservazione degli habitat naturali di particolare pregio nel territorio europeo) e censito come Sic – Sito di Interesse Comunitario. I siti appartenenti alla Rete Natura 2000 sono infatti considerati dalla normativa europea di grande valore in quanto habitat naturali, in virtù di eccezionali esemplari di fauna e flora ospitati. «Proprio in difesa di tali peculiarità – dicono i comitati e le associazioni – da sempre custodite dagli abitanti di questo territorio, i cittadini di Tarquinia, i comitati locali e le principali associazioni ambientalistiche nazionali hanno fin da subito cercato di contrastare tale possibile scempio producendo, riscontrando e segnalando formalmente, nelle osservazioni consentite dalla normativa, un grosso numero di criticità al progetto di Anas, che sono state peraltro in gran parte recepite dalla stessa Commissione Via del Ministero dell’Ambiente che le ha sottoposte, come problematiche da risolvere, alla stessa Anas, così come hanno fatto i tecnici valutatori della Regione Lazio, relativamente agli aspetti della valutazione d’incidenza sul progetto preliminare».

«Nelle conclusioni della relazione tecnica per la procedura di valutazione di incidenza della Direzione Regionale Ambiente della Regione Lazio – riferiscono i comitati – infatti si diceva, tra le altre cose, come ‘‘contrariamente a quanto affermato da Anas non possano essere escluse potenziali cirticità su specie ed habitat di interesse comunitario nei termini descritti e che quindi sia necessario procedere alla Fase 2 della procedura di valutazione di incidenza prevista dalla linee guida comunitarie (Valutazione Appropriata)». «Il parere negativo della CTVIA – concludono i comitati – è stato pubblicato ufficialmente sul portale del Ministero con il parere n. 2289 e chiude l’iter per l’approvazione della valutazione di impatto ambientale che Anas aveva avviato il 3 agosto del 2015 per il famigerato, e da oggi, “bocciato”, tracciato verde, tanto contrastato dalle associazioni ambientaliste Nazionali e dai comitati di Tarquinia». Ora l’iter prevede che del tracciato finale della superstrada se ne occupi il Mit che deciderà se portare avanti il progetto oppure no. Nel frattempo a Tarquinia si festeggia per la salvezza della vallata del Mignone. «L’ambiente, il paesaggio, l’economia, la flora e la fauna- dicono – ringraziano».

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