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Bufera Camassambiente: il Comune tutela il servizio

Bufera Camassambiente: il Comune tutela il servizio

Il Tar di Bari respinge la richiesta di sospensiva all’interdittiva antimafia sulla società operante a Bisceglie. Gubetti: «C’è un contratto firmato e cauteleremo i lavoratori a norma di legge»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Camassambiente corre il rischio di diventare una spina nel fianco per l’amministrazione Pascucci. Non fosse altro per il fatto che ormai si è in pieno “movimento” pre-elettorale e i competitors, tra l’altro abbastanza incasinati e confusi di loro e tra loro, non si faranno scappare l’occasione, con il supporto dei “Gufi” di mestiere, di concentrare l’attenzione dell’opinione pubblica  sulla vicenda per distrarre l’attenzione dai loro guai.  E’ noto che Camassambiente in associazione temporanea di impresa con ASV, particolare non irrilevante, vince la gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti a Cerveteri.  Si firma il contratto e comincia un rapporto virtuoso con le due aziende associate, che con la collaborazione di tutti, anche loro, raggiunge risultati ottimali nella raccolta differenziata porta a porta, nonostante un problema culturale da risolvere frenato da vecchie abitudini difficili da cambiare. La prefettura di Bari, comunica di aver avviato una interdittiva antimafia nei confronti della Camassa,  precisando però che visto il servizio di necessità pubblica che compiva, di non procedere a nessuna interruzione, probabilmente vista la fase interlocutoria dell’indagine. Tanto dice il sindaco Pascucci, che per non interrompere il lavoro avviato, si mette in attesa di una eventuale seconda comunicazione. Intanto, la Camassa che svolge il servizio in altri comuni, come  Bisceglie il cui sindaco, ha interrotto il rapporto con l’azienda non appena appreso della procedura antimafia avviata sul suo conto. Ma c’è un particolare non irrilevante. Il comune di Bisceglie non aveva ancora firmato con la l’azienda il contratto di appalto mentre quello di Cerveteri si.  La Camassa ricorre al TAR di Bari chiedendo una sospensiva  dell’interruzione del rapporto ma ricorre anche contro la prefettura per l’interdittiva. Il Tar di Bari, uniti i due ricorsi, li respinge con una ordinanza che nel merito dice che il comune di Bisceglie non ha sbagliato ad interrompere il rapporto poiché l’interdittiva  è una procedura preventiva e si basa sul valore degli elementi raccolti per avviarla. Non dice però che un comune come quello di Cerveteri che si trova in condizioni diverse in quanto con un contratto già firmato, con una azienda che ha vinto come l’altra e quindi con conseguenze diverse che subirebbe, non possa mettersi in attesa dell’esito dell’interdittiva prima di procedere ad una eventuale interruzione del contratto. Elena Gubetti, assessora all’Ambiente,  dichiara: «Noi per adesso procediamo e continuiamo col nostro lavoro. Se ci saranno notizie a sfavore della Camassa, provvederemo come vuole la legge cautelando comunque l’altra azienda associata , la ASV, che come Camassa ha vinto la gara».

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