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Ladispoli. Campeggi ed aree camper ancora bloccati

Ladispoli. Campeggi ed aree camper ancora bloccati

LADISPOLI – Sta per riaprire la stagione estiva e a Ladispoli poco è stato fatto per i terreni posti sotto sequestro su via Roma.
«Era molto atteso l’incontro che si è svolto lo scorso 27 gennaio – commenta Filippo Moretti del Movimento Cuori Ladispolani – tra l’amministrazione comunale e i proprietari dei terreni sottoposti a sequestro preventivo in zona di Torre Flavia».
«Questi ultimi – continua Moretti – sono in attesa di risposte concrete dall’estate 2015 ma, senza contare i proclami e le delibere prive di un senso logico, dal Comune non è stato ancora prodotto nulla di tangibile.
Durante la riunione ha preso la parola l’esperto incaricato dall’Ufficio tecnico il quale ha illustrato la natura del lavoro che è stato chiamato a svolgere, ossia trovare una soluzione per regolarizzare sotto il profilo urbanistico, paesaggistico ed edilizio le aree adibite a “sosta camper”attualmente sequestrate. Il tecnico ha proseguito il suo intervento indicando come strumento risolutivo una variante urbanistica, puntualizzando i vincoli paesaggistici e ambientali esistenti nella zona – ha aggiunto ancora –  e ribadendo che le opere non autorizzate e non condonate dovranno essere in ogni caso demolite. L’iter della variante richiederebbe almeno tre anni per essere completato. Per le strutture ricettive (campeggi storici di Palo e Torre Flavia) nate prima del 1974 è invece prevista una procedura di inserimento nel PRG vigente rispetto alla quale il Comune di Ladispoli risulta inadempiente addirittura dal lontano 2011».
Moretti pone quindi alcune domande sulle aree poste sotto sequestro.
«Era necessario – chiede l’esponente di Cuori Ladispolani  – incaricare un tecnico esterno e pagarlo 10.000 euro per arrivare alla banale conclusione di dover variare la destinazione urbanistica dei terreni in zona Torre Flavia?
Se la soluzione individuata è quella di una variante puntuale che necessita di almeno tre anni per essere completata significa che la variante generale, che già prevede una destinazione turistico-ricettiva per quella zona, non vale nulla? O che richiederà addirittura più di tre anni per essere approvata definitivamente?
A proposito della variante generale, è stato affidato l’incarico per la redazione della Valutazione Ambientale Strategica, documento indispensabile per la sua presentazione agli Uffici Regionali che il Comune avrebbe dovuto predisporre addirittura prima della variante stessa?».
E ancora «che fine ha fatto l’adempimento alle legge regionale 14/2011 secondo cui il Comune avrebbe dovuto procedere, entro sei mesi dal 13 agosto 2011, alla variazione degli strumenti urbanistici vigenti per l’inserimento delle strutture ricettive all’aria aperta esistenti alla data di entrata in vigore della legge regionale 30/1974?
La legge regionale 14/2011 prevede, inoltre, che la stessa procedura utilizzata per l’inserimento negli strumenti urbanistici vigenti delle strutture ricettive ante 74 si possa applicare anche all’individuazione delle aree da destinare a nuove strutture ricettive all’aria aperta ai sensi dell’articolo 10 della legge regionale 3 maggio 1985, perché non è stato fatto neanche questo?
Come cittadina balneare possiamo permetterci di non avere strutture all’aria aperta in cui ospitare i turisti per altri 3 anni?
Chi risarcirà la città per i danni subiti dall’intera economia locale e per i posti di lavoro perduti?».
«Ci piacerebbe – conclude l’esponente di Cuori Ladispolani –  che il Sindaco, o chi per lui, rispondesse a queste semplici domande ma dubitiamo che qualcuno lo farà, altrimenti dovrebbe accusare la sua Amministrazione di negligenza o, peggio ancora, di incapacità manifesta».

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