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''Nessuno ad oggi è legittimato a parlare a nome del Pd''

''Nessuno ad oggi è legittimato a parlare a nome del Pd''

L’ex segretario Simone Ceccarelli fa chiarezza in vista del voto: «Chi ha costruito alleanze scavalcando il partito se ne assuma le responsabilità». «Dopo le mie dimissioni alcun organo previsto dallo statuto ha preso una decisione»

ALLUMIERE – L’ex segretario del Pd di Allumiere Simone Ceccarelli interviene in merito alla situazione che coinvolge il Partito democratico. «In riferimento all’articolo dal titolo ‘‘Votare è un dovere civico’’ pubblicato il 1 febbraio de ‘’La Provincia’’, mi preme, quale ex segretario di Circolo del Pd di Allumiere, fare alcune considerazioni di ordine politico. L’articolo contiene dichiarazioni virgolettate che sembrerebbero esprimere l’orientamento del Pd di Allumiere, ma non può essere così. Chi parla a nome del Pd? Dopo le mie dimissioni, infatti, non risulta che alcun organo previsto dallo statuto del partito si sia riunito o abbia espresso una qualsiasi decisione in merito. Chiunque parli a nome degli iscritti del Pd di Allumiere in questa fase lo fa in modo non legittimo ed arbitrario e non può che essere un gruppo di persone raccolte attorno non al partito e ai suoi organi, ma alla lista elettorale».

«Proprio in riferimento alla composizione della lista elettorale per l’Agraria e il relativo quadro di alleanze – spiega Ceccarelli – si è confuso il livello politico con quello amministrativo facendo sì che il secondo soverchiasse il primo. In una democrazia sana i partiti decidono le linee, l’amministrazione le realizza. Questa confusione di ruoli ha fatto male al partito e alla sua libertà e autonomia, due elementi che ho sempre difeso con tutte le mie forze, fino al prezzo delle dimissioni. Chi ha costruito le attuali alleanze politiche scavalcando il partito porta in capo per intero la responsabilità del rischio di un commissariamento conseguente a un eventuale mancato raggiungimento del quorum e il timore che serpeggia ormai nel paese riguardo a questa eventualità sempre più concreta è espressione plastica dei limiti di una proposta programmatica, gestionale e politica gravemente insufficiente. L’assenza di progettualità che affligge questo assembramento eterogeneo, compostosi non su una base politica, ma su accordi finalizzati solo a incassare convergenze vantaggiose per le prossime elezioni comunali, è stato sottolineato anche dall’on. Pietro Tidei, che in una intervista di questi giorni bacchetta duramente queste scelte incomprensibili ed esprime vicinanza ideologica alla mia decisione di dimettermi.». «Se qualcuno pensa che le mie dimissioni siano state un colpo di testa isolato, sbaglia di grosso – conclude Ceccarelli -: è di dominio pubblico che, proprio a causa degli equilibri realizzati attorno alla composizione della lista, un settore tutt’altro che irrilevante di iscritti al partito e del nostro elettorato storico non avrebbe intenzione di recarsi alle urne. Questi sono i risultati di queste scelte illogiche. Bisogna cambiare direzione al più presto. Il Pd di Allumiere ha bisogno di una guida vera, non di un gruppo di pressione collaterale a una lista, quindi, se davvero si vuole bene a questo partito, è necessario, subito dopo le elezioni, un momento di confronto collettivo all’interno del quale ripensare le scelte politiche per tornare ad essere il partito che tutti noi vogliamo, un partito forte, unito e in grado di essere la guida del vero centrosinistra e non un semplice primus numerico di una artefatta crasi elettorale».

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