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Punta di Palo, Grando: "Compromessa per sempre un'area di pregio della città"

LADISPOLI – E’ intervenuto il consigliere Alessandro Grando (Cuori Ladispolani) sulla vicenda di Punta di Palo.
«In questi ultimi mesi di mandato, – ha affermato Grando – molti provvedimenti presi dal centro sinistra, che ci governa malamente da 20 anni consecutivi, assomigliano molto al sacco della Città prima di darsi alla fuga. Probabilmente hanno capito che non saranno rieletti e cercano affannosamente e con ogni mezzo di indirizzare scelte, in particolare urbanistiche, che porteranno alla costruzione in maniera speculativa ed intensiva di case di bassa qualità in zone di pregio ambientale. In particolare per effetto di uno degli ultimi atti, partendo da una previsione di strutture ricettive e impianti sportivi, grazie ad una legge assurda, in una zona adiacente al Bosco di Palo (sito di interesse comunitario) verranno realizzati 10 mila metri quadri di abitazioni dei quali la città non ha alcun bisogno e senza alcun tipo di valutazione ambientale o studio di incidenza.»
«Verrà compromessa per sempre una delle ultime aree di pregiorimaste nelle nostra città causando un danno irreparabile all’ambiente – ha tuonato il consigliere di opposizione – verrà decisamente incrementato il carico urbanistico e questo comporterà ulteriori disagi al traffico cittadino, al sistema idrico e fognario, ai trasporti pubblici, agli uffici comunali che già non riescono a fornire servizi adeguati a causa della carenza di personale. L’effetto peggiore si avrà sul valore delle abitazioni esistenti che, già deprezzate per la scarsa qualità dei servizi generali (pulizia strade, traffico, buche, treni strapieni), subiranno una ulteriore svalutazione». «L’amministrazione comunale – ha concluso il consigliere di Cuori Ladispolani –  avrebbe potuto compiere un giro di boa e portare la cittadina verso la sua naturale vocazione turistico-residenziale di qualità, con un giusto equilibrio tra residenti e costruzioni sviluppando più servizi, zone verdi e spazi associativi per il tempo libero, proponendosi come una cittadina da “visitare” non da “subire”.  Avrebbe potuto impedire questa cementificazione ma non lo ha fatto, o meglio, ha scelto di non farlo vietando l’applicazione del Piano casa solo a Olmetto-Monteroni dove ci sono principalmente persone che aspettano, da oltre vent’anni, di costruire una casa per sé o per i propri figli».

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