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Crematorio, 10 domande finora senza risposta

Crematorio, 10 domande finora senza risposta

Ripercorrendo le tappe che hanno portato all’avvio dell’opera al cimitero saltano agli occhi troppi punti oscuri su cui è necessario fare chiarezza. Si apre una settimana decisiva per il completamento dell’impianto di cremazione. Il consulente della  Procura dovrebbe consegnare la sua relazione nei prossimi giorni ed il Pm deciderà se fermare o meno i lavori e sequestrare il cantiere

CIVITAVECCHIA .- La settimana che si apre domani potrebbe essere quella della svolta per la vicenda del forno crematorio. Il consulente della Procura dovrebbe infatti consegnare al sostituto procuratore Delio Spagnolo, titolare del fascicolo relativo alla denuncia dei consiglieri Grasso e Piendibene, che è stato accorpato con l’esposto di Civitavecchia C’è e dei comitati, la relazione sulla base degli atti acquisiti all’Urbanistica.
Una volta che il pm avrà il quadro più chiaro e suffragato dalle conclusioni del perito, qualora vengano confermati i presunti vizi ed irregolarità oggetto delle denunce, potrebbe procedere al blocco dei lavori e al sequestro del cantiere, soprattutto se venisse acclarata l’effettiva mancanza di un valido titolo edilizio. Il 14, poi, sarà il Tar a doversi esprimere sul ricorso concernente le presunte illegittimità sul piano amministrativo.

Intanto, sullo sfondo rimangono diversi punti oscuri. Abbiamo provato a ricostruire la vicenda attraverso 10 semplici domande a cui il Sindaco e la maggioranza ad oggi non hanno fornito risposte.
1 – Perché l’amministrazione Cozzolino che ha fatto le pulci alle giunte precedenti, ha approvato e portato avanti il forno crematorio, quando prima dell’inizio dei lavori avrebbe potuto revocare tutto in autotutela senza esporre il Comune a rischi di indennizzi rilevanti?
2 – Perché in tutte le altre parti d’Italia il Movimento 5 Stelle è contro i forni crematori, tranne che a Civitavecchia, dove è stata bloccata la realizzazione di nuovi loculi e ora si è costretti a requisire i loculi venduti ma ancora inutilizzati?
3 – Perché l’assessore Pantanelli che ha ucciso il commercio cittadino «incartandosi» con le paesaggistiche per i dehors, ma anche per sedie e ombrelloni, anziché «vigilare» con lo stesso rigore sul forno crematorio, ha «confuso» un parere della soprintendenza con l’autorizzazione della regione?
4 – Perché tanta fretta nel far avviare il cantiere, finendo per produrre atti falsati, come la delibera 95, quando sarebbe bastato aspettare due settimane per ottenere l’autorizzazione paesaggistica?
5 – Perché il sindaco e la giunta, in tanti altri casi sordi alle necessità di imprese e cittadini, per il forno hanno votato in fretta e furia un atto viziato «stante l’urgenza manifestata dal concessionario», approvando quello che oggi potrebbe configurarsi come un falso in atto pubblico?
6 – Perché il Sindaco e la Giunta non hanno voluto in alcun modo portare l’atto in consiglio comunale, trincerandosi dietro la semplice menzione del progetto del forno crematorio nel piano triennale dei lavori pubblici votato nel 2013 dall’amministrazione Tidei?
7 – Perché Sindaco e consiglieri comunali del M5S non hanno voluto in alcun modo il referendum richiesto dai cittadini?
8 – Perché si è dimesso l’assessore Pantanelli? Le sue dimissioni hanno qualcosa a che vedere anche con il progetto del crematorio ? Perché ad ottobre,  subito dopo le dimissioni di Pantanelli, quando si è trattato di approvare il progetto esecutivo, anziché tornare in Giunta come previsto dalla normativa per dare un titolo edilizio valido ai lavori, si è invece approvato il progetto solo con una determinazione dirigenziale, che non ha la stessa validità di una delibera per sostituire il titolo edilizio?
9 – Perché quella determinazione è stata firmata da un funzionario, anziché dal dirigente responsabile dell’ufficio, il dirigente Carugno, che fino ad allora aveva seguito tutto l’iter, ricostruendolo con la famosa due diligence nella quale sosteneva di aver trovato diverse criticità?
10 – Perché di fronte alla denuncia del consigliere Massimiliano Grasso in Consiglio Comunale, il Sindaco e la maggioranza hanno bocciato l’emendamento alla mozione Pd dello stesso Grasso in cui si proponeva di revocare in autotutela la delibera 95 contenente il falso, continuando invece a far finta di nulla, dopo quanto denunciato anche dai Comitati circa le volumetrie in eccesso rispetto a quelle autorizzate?
Perché, insomma, secondo il Sindaco e la sua maggioranza questo forno crematorio si deve fare a prescindere, anche a costo di essere chiamati a rispondere di atti viziati e possibili abusi di carattere urbanistico o edilizio?
Sono tutti interrogativi che presto o tardi dovranno pur trovare una risposta, nelle sedi e nei momenti opportuni, siano essi politici, amministrativi o giudiziari.

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