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"È ora di farla finita con lo strapotere di Acea"

di GRAZIAROSA VILLANI

BRACCIANO – Non scema la polemica sui bassi livelli del lago dopo le dichiarazione dell’Acea sui prelievi nella riunione del 30 gennaio scorso al Consorzio Lago di Bracciano. 
Al riguardo interviene il Comitato di Difesa dei Laghi di Bracciano e Martignano che qualche mese fa aveva denunciato gli effetti dei prelievi sulla fascia riparia e quindi sull’ecosistema. 
“Il grave allarme creato dall’emergenza livello delle acque del lago ha risvegliato qualche istituzione (non tutte e non quelle più interessate al fenomeno) dal letargo in cui erano cadute”. 
Commenta in una nota il Comitato. «Un risveglio inefficace a giudicare dai risultati appresi dal comunicato diffuso a seguito della riunione presso il Consorzio Lago di Bracciano. Il Comitato di difesa del bacino lacuale dei laghi di Bracciano e Martignano è dalla primavera scorsa che lancia grida di allarme sulla preoccupante escursione del livello del lago. Nessuno ha battuto un colpo fino ad oggi. Assolutamente insufficiente – ribadisce il Comitato – il risultato dell’incontro citato non solo per le risoluzioni scontate ma anche per la quantità e la qualità delle istituzioni presenti.  Quella riunione, dove mancava il Comune di Roma e l’Area metropolitana, è risultata essere una inaspettata tribuna per le arroganti performances della Acea sulle proprie inopinate giustificazioni riguardo all’incontrollato prelievo di acqua potabile per l’uso di ATO 2. 
E’ ora di farla finita – si legge nella nota – di lasciare al solo ente tecnico strumentale Acea campo libero di valutare arbitrariamente il prelievo delle acque del lago senza nessun controllo politico istituzionale in grado di valutare le conseguenze scientificamente rilevanti, sul piano ambientale, socio-economico ed igienico-sanitario per l’intero territorio. Bisogna istituire una autorità istituzionale per il governo complessivo della delicata gestione del regime delle acque del territorio sabatino. Questo è l’obiettivo di fondo del comitato costituitosi ufficialmente l’estate scorsa. Non servono più petizioni di principio, o sigle di acronimi strani come SMALL o anche (precedentemente) COBIS. E’ arrivata l’ora – scrive il Comitato – di ribellarsi a questo stato di cose anche da semplici cittadini. Le azioni immediate che il Comitato intende perseguire sono: un esposto al Ministero dei Lavori Pubblici (magari con petizione popolare allegata) dove risiede la custodia della “famigerata” Convenzione che dà alla Acea il potere di imperversare sull’intero ciclo delle acque del territorio lacustre (convogliamento-anello circumlacuale- e depurazione delle acque nere; captazione, potabilizzazione e distribuzione delle acque ad uso domestico). Bisogna interrompere questo circolo tutto in mano ad un ente meramente tecnico; quindi, adire, con le stesse motivazioni, l’Autorità Nazionale delle acque per chiedere un suo autorevole intervento per restituire alle popolazioni sabatine i loro diritti di cittadinanza e la loro dignità di autogoverno».   

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