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Pascucci diniega l'invito alle primarie col Pd

Pascucci diniega l'invito alle primarie col Pd

Netta chiusura alla proposta ventilata dal neoeletto segretario. Il primo cittadino: «Quanto possono essere credibili le parole di chi  è inquisito per avermi calunniato?»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Pascucci chiude ogni apertura del nuovo segretario Pd. Ma appare normale. «Quanto possono essere credibili le parole di chi è inquisito per avermi calunniato? Per avere cioè dichiarato il falso alle autorità per produrre una ipotesi di reato nei miei confronti?» dice il sindaco Pascucci. E continua «Io ho già una mia coalizione formata da forze di centro sinistra ed è noto che molti di coloro che mi sostengono votano Pd. Se il Pd, e non solo ma anche forze del centro moderato, vorrà sedersi ad un tavolo programmatico con le forze della mia coalizione, e non solo con me, e vorrà unirsi alla discussione e alla costruzione del progetto, il tavolo è già in essere e penso che sarà il benvenuto». 
Rotti gli indugi quindi già all’indomani dell’elezione del nuovo segretario del partito democratico. Chi ha ordito tutto ciò per riaffermare il ruolo di centralità e forza trainante del Partito Democratico, attraverso ciò che ha espresso, del come lo ha espresso e del con chi lo ha espresso, non trova sponda. Ne è convinto Pascucci, e ne sono convinti tutti quelli che di quel popolo dem, volevano qualcosa di diverso. Ma si poteva pensare davvero che con quel “catalogo”, con quelle storie, con quanto fatto e detto, sarebbe bastato  “vincere” di misura un congresso per diventare nell’arco di una notte buoni, aperti, inclusivi, collaborativi e unificanti per riaffermare un ruolo di comando trainante con quella gente, con chi gli sta dietro e con ciò che rappresentano? Nicola Zingaretti, lungimirante e illuminato, ha tracciato la via con l’esperimento, riuscito e vincente della “Città delle Metropoli” per l’Area Metropolitana. Ma sembra che per molti ancora è difficile rinunciare a qualcosa e capire.

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