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Tidei propone di intitolare una via o una piazza a Paolo Becchetti

Tidei propone di intitolare una via o una piazza a Paolo Becchetti

CIVITAVECCHIA – Intitolare una importante via o una piazza cittadina a Paolo Becchetti, politico e notaio civitavecchiese scomparso prematuramente ad aprile dello scorso anno. La proposta arriva dall’ex sindaco Pietro Tidei, che ha inviato una lettera al presidente del consiglio Alessandra Riccetti. 

“Paolo Becchetti ha rappresentato, senza dubbio, una delle personalità più importanti e più apprezzabili che Civitavecchia abbia saputo esprimere negli ultimi decenni – ha sottolineato Tidei – mi assumo con grande piacere e con il doveroso senso di rispetto, l’onore di proporre una iniziativa che possa dignitosamente rendere il giusto omaggio a Becchetti e che possa, quindi vedere, coniugato il suo nome a qualche importante via o piazza cittadina. Sono certo che, al di là delle difficoltà attuali, l’intero Consiglio comunale non avrà alcun tipo di problema ad assecondare tale proposta che sarà certamente accolta da tutti quelli che hanno potuto conoscere Paolo Becchetti, ovviamente chiedendo la opportuna deroga alla Prefettura non essendo ancora trascorsi i 10 anni come prevede la legge”. 

E Tidei ne approfitta per ricordare la figura del notaio. “Paolo è stato uomo di una profondissima intelligenza e di effervescente curiosità – ha evidenziato – persona sempre brillante e mai scontata, in grado di mettere sempre a proprio agio l’interlocutore, senza far pesare l’enorme cultura, difficile da trovare così bene coniugata con brillante intelligenza e la simpatica autoironia, che rendeva piacevole ogni momento trascorso insieme. Paolo è stato un grande professionista. Uomo di diritto ma anche di profondi studi classici, sociologici e politici. Aveva scelto Civitavecchia per lavorare e per far crescere una splendida famiglia che ha permeato, con contributi sempre positivi, la comunità civitavecchiese. Mai si è sottratto al confronto – ha ricordato Tidei –  apportando sempre una approccio positivo e costruttivo. Approccio che ha trasferito anche alla sua brillante attività politica. Liberale convintissimo, ha saputo spesso rappresentare un anello di congiunzione tra settori della Città schierati su sponde opposte, risultando garante del dialogo e della moderazione. Paolo è stato un mio fiero e ostico avversario politico. Ma la sua critica era sempre caratterizzata da profonda correttezza e da apprezzabile lealtà. Doti che da avversario gli ho sempre riconosciuto senza esitazione alcuna. Ricordare l’esempio di Paolo, in questo momento di vero e proprio imbarbarimento della politica – ha concluso – credo possa risultare non solo doveroso ma utile per i giovani che troppo spesso oggi si lasciano trascinare nella gazzarra e nell’insulto dell’avversario”.

 

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