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Interporto, una voragine senza fondo

Interporto, una voragine senza fondo

Le omissioni di Cozzolino: il privato fallisce, il Comune con scuse assurde non ritira la concessione in autotutela. Grasso (la Svolta) all’attacco con una mozione. In passato gli aumenti di capitale da parte dei privati hanno estromesso il pubblico, ora il tutto va all’asta per due soldi

CIVITAVECCHIA – Un pozzo senza fondo, dove sono finiti milioni di euro di soldi pubblici, soldi dei cittadini, con un pugno di mosche rimasto tra le mani di chi nel mega investimento ha creduto in un’ottica di crescita e sviluppo occupazionale. Stiamo parlando dell’Interporto, uno scandalo a cielo aperto, sul quale nessuno in città ha mai voluto veramente fare luce.

Oggi la questione Icpl torna alla ribalta, con una mozione presentata dal capogruppo della Svolta, Massimiliano Grasso e dai consiglieri Marco Piendibene (Pd) e Luciano Girolami (ex grillino, appartenente ora al gruppo misto). Mozione che prende le mosse dalle risultanze del lavoro fatto dalla commissione di indagine del Pincio, dal quale emerge un dato allarmante: negli anni sull’Interporto sono stati spesi inutilmente oltre 68 milioni di euro di soldi pubblici, senza che venisse mai promosso un vero decollo della piattaforma. Fondi statali, europei, regionali e comunali, annientati da ripetuti aumenti di capitale da parte dei privati, fino all’estromissione totale della parte pubblica.

Durissima la Corte dei Conti sulla vicenda, che già dieci anni fa individuò enormi criticità mai sanate. Come se non bastasse il Comune (proprietario delle aree) ha dilatato la durata della concessione, passata magicamente da 30 a 45 anni. A sua volta il privato, a fronte degli investimenti programmati e messi nero su bianco, ha realizzato opere per -15 milioni, 12 milioni dei quali senza una concreta giustificazione. Insomma, un project financing ad esclusivo vantaggio del privato che fa il bello e il cattivo tempo su aree comunali. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco. A dicembre del 2014 Icpl fallisce: 21 milioni di perdite e 56 milioni di debiti. Al Comune c’è Antonio Cozzolino, sindaco del Movimento 5 Stelle, motivo in più per sperare in un’inversione di rotta. Così non è stato. L’amministrazione grillina neppure si è posta il problema, evitando di attivare la procedura di decadenza della concessione. In tre anni Cozzolino e i suoi non hanno trovato il tempo di fare una cosa semplicissima: applicare la legge oppure, alle perse, rispettare l’articolo 20 della concessione, quello che in sostanza consente al Comune di attivare la procedura di decadenza della concessione e di promuovere una nuova gara. Motivi occulti: come mai il sindaco dell’onestà e della trasparenza non ha proceduto in autotutela? Come mai non ha preso minimamente in considerazione le sollecitazioni che pure sono arrivati in questi anni? Qual è il disegno di Cozzolino sull’Interporto? 

Oggi Grasso in collaborazione con Piendibene e Girolami ha riproposto il problema, accendendo i riflettori sulla giustificazione data non molto tempo fa dall’amministrazione comunale a cinque stelle: “Si cerca una strada diversa per evitare ulteriori contenziosi e per salvaguardare i posti di lavoro”. Impeccabile motivazione di comodo, peccato che allo stato attuale risultino impiegati 44 lavoratori in una struttura che, se funzionante, potrebbe contenerne almeno 150.  E nel frattempo cosa è accaduto? Il curatore ha mandato tutto all’asta più volte, con il valore sceso vertiginosamente da 12 milioni a 5 milioni di euro. Fortunato il futuro acquirente, che di sicuro farà un ottimo affare.  

Stessa cosa purtroppo non può dirsi per il Pincio, dal momento che nessun amministratore e nessuna figura tecnica di piazzale Guglielmotti avrà mai argomentazioni sufficienti per giustificare un’inerzia inammissibile, che ha prodotto un solo risultato: lasciare in piedi un carrozzone inutile. Grasso, Piendibene e Girolami non ci stanno e nella loro mozione pretendono la convocazione di un consiglio comunale al quale affidare il compito di procedere alla risoluzione immediata della concessione  dell’Interporto da parte del Comune, all’accertamento di eventuali condotte omissive con relative azioni di responsabilità. Tra i propositi contenuti nella mozione, anche la salvaguardia dei lavoratori, tenendo bene a mente però quelle che sono le reali prospettive future di sviluppo dell’Interporto.

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