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Crematorio, lavori avanti tutta

Crematorio, lavori avanti tutta

Effettuata anche la gettata di cemento del solaio dei locali interrati. Fermi restando i dubbi sulla validità del titolo edilizio di tutta l’opera, il presunto abuso urbanistico oggetto degli esposti riguarderebbe i 1800 metri cubi del piano inferiore. Il pm attende la relazione del perito

CIVITAVECCHIA – I lavori al cantiere del forno crematorio procedono di gran lena. Solo il maltempo li ha rallentati, parzialmente. Nei giorni scorsi, infatti, è stata effettuata anche la gettata del solaio dei locali interrati, che in realtà come si vede sempre più chiaramente man mano che avanza lo stato di realizzazione dell’opera, interrati non sono, essendo aperti su due lati.

Quest’ultimo particolare costituisce il motivo principale per cui, essendo oltretutto il cuore dell’impianto produttivo proprio nei locali al piano inferiore, la cubatura  dell’interrato, pari a 1806 metri cubi, come riportato nella relazione del progetto definitivo, è totalmente eccedente rispetto ai 920 metri cubi autorizzati con il piano generale del cimitero del 1990 e impegnati dai 919,94 metri cubi sviluppati dalla costruzione al piano terra del tempio crematorio. E’ in sostanza quanto affermato nell’esposto presentato nei mesi scorsi da Civitavecchia c’è e dai comitati cittadini. E’di fatto ciò che ha portato alla variazione del progetto durante l’iter, rispetto al preliminare: inizialmente, infatti, erano previsti 2721 metri cubi tutti su un piano. 

Al momento di contestualizzare l’elaborato del project  financing nell’ambito dello strumento urbanistico vigente sul cimitero di via Braccianese Claudia, i tecnici si sono accorti che c’erano ben 1800 metri cubi in più rispetto alla volumetria autorizzata. Come fare? Il progettista ebbe la pensata di ridisegnare completamente il crematorio, disponendolo su due livelli e considerando il piano interrato volume e superficie tecnica non computabile. Ecco così che i 1806 metri cubi in più finiscono al livello inferiore e scompaiono dalla tabella di raffronto della verifica di compatibilità con il progetto generale del cimitero, dove restano solo i 919,94 metri cubi del piano superiore.  Una operazione che cozza con il regolamento edilizio e con le norme urbanistiche, trattandosi di locali alti 3 metri e 80, destinati ad ospitare il cuore dell’attività produttiva, oltre che uffici ed altri spazi, come detto aperti su due lati. Insomma, almeno il 50% della volumetria parrebbe decisamente da computare.

E’ questo il presunto abuso urbanistico denunciato più volte, sul qual sta lavorando anche il perito nominato dal sostituto procuratore della Repubblica di Civitavecchia Delio Spagnolo, titolare dell’inchiesta, accorpata con il fascicolo aperto in seguito alla denuncia dei consiglieri comunali Massimiliano Grasso e Marco Piendibene che partiva dal presunto falso in merito all’autorizzazione paesaggistica allora inesistente, contenuto nella delibera di giunta numero 95 del 14 luglio 2016.

Quel vizio, unito al fatto che il progetto esecutivo non è masi stato approvato dalla Giunta o dal Consiglio Comunale come previsto dalla norma, ha portato il capogruppo della Svolta a chiedere alla Procura di verificare in base a quale titolo edilizio valido siano partiti e stiano procedendo i lavori.

Novità sono attese nei prossimi giorni, quando il consulente del pm, che la scorsa settimana si è recato all’Urbanistica per acquisire tutti gli atti, consegnerà la sua relazione. Mentre sul versante puramente amministrativo, martedì prossimo si terrà l’udienza al Tar per discutere della richiesta di sospensiva presentata da Civitavecchia c’è e dai vari comitati di cittadini.

Intanto due giorni fa si è riunita la conferenza dei servizi per il rilascio dell’autorizzazione unica ambientale. Assenti Regione e Città Metropolitana (dove il consiglio ha approvato la mozione di Alessandro Priori, promossa da Grasso, per sospendere il rilascio del parere nelle more della definizione del giudizio amministrativo), la conferenza dei servizi dovrà essere riconvocata.

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