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La scuola "Corrado Melone" incontra Kaspar Capparoni

LADISPOLI – Proseguono alla grande gli incontri dei ragazzi della “Corrado Melone” con gli esperti. Questa volta si è trattato del simpaticissimo attore Kaspar Capparoni che ha coinvolto oltre 200 attentissimi studenti, per oltre due ore, presso la sala consiliare del Comune di Ladispoli, alla presenza del sindaco Crescenzo Paliotta.
L’incontro con Kaspar, sul tema “Teatro palestra di vita”, come ha spiegato il Sindaco (amante dell’arte ed esperto di cinema), è un momento di crescita culturale importante per la città e per gli studenti presenti. Paliotta ha citato Ladispoli come città del cinema, ricordando con amore il grande Roberto Rossellini, il quale, proprio qui a Ladispoli, intraprese la sua scelta di vita artistica. Il sindaco ha invitato i giovani ad amare l’arte, il teatro, il cinema e la cultura in generale, quali fondamentali forme creative ed espressive che permettono all’uomo di essere tale.
Quindi è stata la volta di Kaspar che ha iniziato raccontando un aneddoto. Ad un ragazzo, cui chiedeva cosa desiderasse fare da grande, questi gli aveva risposto: “Essere famoso!”. Ebbene il mestiere del “famoso”, ha sottolineato divertito Capparoni, non esiste. Esiste invece la necessità di conservare la passione e proseguire in un lavoro continuo in cui credere sempre, soprattutto nei momenti più difficili o quando ci si sente soli. La passione e la dedizione permettono di sentirsi bene con se stessi e forse anche di essere conosciuti dagli altri. Essere famosi non serve nemmeno, se non ci si sente bene con se stessi.
L’ospite ha raccontato che il suo percorso di formazione iniziò con la danza a 16 anni, poi si iscrisse ad una Accademia di recitazione, esperienza assolutamente necessaria per forgiare il carattere ed aiutare nel modo di affrontare la vita. A 18 anni cominciò a lavorare in teatro e nel 1984 Kaspar recitò in un famoso film di Dario Argento, “Phenomena”, per proseguire con altre esperienze cinematografiche, teatrali e televisive con il famoso “Commissario Rex”. 
Il teatro è una palestra di vita, ha spiegato, serve a stare bene e a conoscere se stessi, il teatro è emozione. Per questo motivo ha fortemente voluto che la sua esperienza di crescita si possa ripetere per i giovani del territorio dove vive. Così ha deciso di dirigere una scuola proprio a Ladispoli ed ha spiegato, insieme a Paola Sorressa e alle docenti della sua Accademia presenti in Aula, perché sia importante imparare a recitare, non solo per professione, ma proprio per vivere con gli altri.

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