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Il calendario "Sposalizi anguillarini": gli sguardi di un’epoca

di GRAZIAROSA VILLANI

ANGUILLARA SABAZIA – Anguillara per Anguillara grazie ad una iniziativa realizzata da Franco Bernardini e dall’Asvus – Associazione volo ultraleggero. Realizzato infatti un bellissimo calendario 2017 che riunisce immagini di sposalizi anguillarini d’epoca. Il tutto per realizzare, con i proventi, un cortometraggio che descriva le bellezze del territorio con l’impiego di moderne tecnologie, non ultime le riprese aeree con il ricorso a droni. Una iniziativa lodevole che si aggiunge alle tante realizzate dall’Asvus e da Franco Bernardini, membro attivo del Circolo Culturale Fotografico Il Dagherrotipo, già soci della Associazione Culturale Sabate, esponente importante del giornale La Voce del Lago con un recente incarico di assessore della giunta Anselmo concluso con le dimissioni. 
Perché i matrimoni? Abbiamo chiesto a Bernardini.
«Quando ho deciso di realizzare il calendario avevo sotto mano diverse possibilità.
Migliaia d’immagini d’epoca di Anguillara, altrettante di famiglie, cartoline, personaggi, pescatori, scolaresche, insomma la scelta tra i soggetti da utilizzare era variegata.
Ci ho riflettuto molto, ho provato ad impaginare foto di argomenti diversi ed ognuno di essi non mi accontentava, non appagava il mio innamoramento per Anguillara.Il mio obiettivo era riuscire ad offrire una visione di un piccolo mondo scomparso, animato da gente semplice che viveva in un contesto isolato e ripiegato su se stesso ma anche ricco di umanità e solidarietà, purtroppo, oggi scomparse. Guardando mille volte le decine di immagini dei matrimoni, che i miei concittadini mi hanno sempre offerto con amore, matrimoni anche poveri dagli anni ’40 ai ’60, ho maturato la convinzione che fosse l’argomento adatto, che quell’evento felice potesse avere in se tutti gli elementi per leggere quell’epoca”.
Cosa ha pensato in particolare?
«Ho ingrandito le foto, soprattutto quelle degli anni ’40, fino a cogliere, negli occhi delle spose, un velo di tristezza, la loro felicità era turbata, il giorno più importante della vita non era pieno, un leggero malessere le affliggeva. Perché? Cos’era che adombrava quel giorno! 
Poi scorrendo via via gli anni, fino ai ’60, ho capito. I volti distesi, i sorrisi veri, gli abiti ricchi e pomposi delle spose dei ’60 erano un sipario che si apriva dinnanzi a me, il benessere, la ricostruzione, la ricchezza, la speranza appagata e vissuta. 
Invece i matrimoni celebrati alla fine della guerra erano una “scommessa di vita”, nulla era sicuro, la certezza del futuro era ancora in bilico, gli sposi si ponevano mille domande, avevano mille incertezze.
Appena dietro di loro le macerie della devastante pochezza dell’uomo, i ricordi della fame erano troppo vicini. Costruirsi un futuro, una famiglia era difficile, una promessa tracciata sull’acqua. 
Queste sofferenze ho letto sui volti delle giovani coppie degli anni ’40, in contrasto con i visi distesi e i sorrisi aperti degli sposi della prosperità».
Il suo lavoro fotografa un’epoca in qualche modo.
«Ho maturato l’idea che il tratto di storia che ripercorre il calendario fosse di grande significato, uno spartiacque tra la generazione che ha vissuto le angustie e le ristrettezza delle guerra che minavano nell’intimo la naturale vocazione alla speranza e la successiva, nata nel periodo migliore del Paese che assaporava a pieno la dolcezza di un futuro sereno, certo, ricco di possibilità. Un futuro che gli avrebbe permesso di allevare dei figli sani, protetti da una comunità unita. Vorrei solo riuscire a trasmettere l’amore che nutro per Anguillara ma anche favorire una riflessione sulle enormi difficoltà che i nostri genitori e nonni hanno sopportato e superato per consentirci di vivere.  Nonostante tutto la loro scommessa sul futuro l’hanno vinta alla grande».

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