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''Treni, corse e servizi inadeguati''

''Treni, corse e servizi inadeguati''

Il Comitato dei pendolari di Tarquinia e Montalto chiedono il sostegno delle istituzioni. Il sindaco Caci pronto ad un incontro. Da Mazzola invece «solo una nota stringata e l’ok alla sala per l’assemblea»

TARQUINIA – Chiedono il potenziamento dei collegamenti ferroviari, da e per Roma, e il miglioramento dei servizi nelle stazioni. Gli aderenti al neo nato Comitato dei pendolari di Tarquinia e Montalto di Castro (ufficialmente costituitosi lo scorso 6 dicembre), sono pronti a far sentire la loro voce.

Il Comitato, presieduto da Flavia Sigona, si dice infatti intenzionato a «promuovere ogni iniziativa necessaria e utile, con campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di tutti gli organi istituzionali che abbiano il potere di intervenire in maniera diretta o indiretta, al fine di garantire un servizio di trasporto pubblico commisurato all’utenza locale, frequente, regolare, e con relative strutture sicure, confortevoli ed accessibili a tutti».

Con queste finalità i pendolari del litorale viterbese hanno chiesto anche il sostegno dei sindaci dei due comuni costieri coinvolti, ottenendo tuttavia riscontri di tipo diverso.

Mentre il primo cittadino di Montalto di Castro, Sergio Caci, ha dato la propria disponibilità ad un incontro con i rappresentanti del Comitato, per approfondire le problematiche e avviare azioni risolutive, il vicino sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola si è limitato, come spiegano alcuni aderenti, «a dare in concessione la sala della biblioteca alla Barriera per l’assemblea del 4 febbraio» e ad inviare una stringata nota nella quale il sindaco «rende esplicito il sostegno ad ogni iniziativa proposta purché civile, utile e necessaria e non finalizzata a scopi politici o di lucro», ottenendo, con ciò, non poco malcontento.

Il punto è che i problemi c’erano e ci sono e i pendolari di Tarquinia e Montalto di Castro chiedono che vengano affrontati e risolti quanto prima. «La situazione è un incubo – dicono alcuni – abbiamo un treno ogni ora e ci sono dei lunghi buchi, come dalle 10,30 alle 14,30. In questa fascia oraria c’è soltanto un autobus che ti porta a Civitavecchia e non sono previsti treni. Assurdo».

«Rispetto ad altre stazioni – spiega un’aderente al Comitato – non abbiamo un adeguato numero di corse, in proporzione anche al bacino d’utenza, che è molto importante perché abbraccia anche i pendolari di paesi limitrofi come Canino, Valentano, Tuscania e Marta». «C’è per esempio il treno delle 18,12 da Termini – spiega una pendolare del Comitato – che è come un treno merci, quasi un carro bestiame. A Trastevere forse ancora trovi posto, ma da San Pietro la gran parte delle volte i viaggiatori sono costretti a rimanere in piedi fino a Ladispoli, e stretti come le sardine». «La cosa che dà particolarmente fastidio è il fatto che, mentre il sindaco di Montalto di Castro ha quantomeno manifestato un interesse nel cercare di capire le criticità, il sindaco di Tarquinia appare del tutto disinteressato. Eppure le stazioni versano in condizioni indecenti: a Tarquinia ad esempio non c’è un bar né una biglietteria. I disagi che noi viviamo ogni giorno sono tanti, e meritano attenzione oltre che risposte concrete ed immediate» .

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