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Villa Chiara, processo rinviato al 24. Giallo sulla porta chiusa

Villa Chiara, processo rinviato al 24. Giallo sulla porta chiusa

L'avvocato Marconi: «Sarà il giudice a valutare come sono andate le cose»

di GIAMPIERO BALDI

 

S. MARINELLA – Si è tenuta ieri presso il tribunale di Civitavecchia, una nuova udienza del processo a carico di sei persone imputate della morte di due anziani ospiti della struttura geriatrica Villa Chiara di Santa Severa, che la notte del 31 gennaio del 2010 morirono per soffocamento in un locale adiacente alla residenza, a causa di un incendio che si sviluppò per un corto circuito all’impianto di riscaldamento. Dopo quasi sette anni ed una lunga serie di udienze, ancora non si è giunti alla fine della vicenda. Sul banco degli imputati, i proprietari della casa famiglia e quattro assistenti, accusati di omicidio colposo e sequestro di persona. Nell’ultima udienza di ieri è stato deciso di rinviare il processo al 24 febbraio, dove i giudici dopo aver sentito gli avvocati della difesa e le repliche della parti civili, dovrebbero andare in camera di consiglio per emettere il verdetto. Una seduta che ha visto gli avvocati delle assistenti della struttura spiegare la limitata responsabilità delle due operatrici in quanto, durante il periodo in cui hanno lavorato nella Rsa, si limitavano ad obbedire agli ordini dei titolari della struttura che, sembrerebbe, facevano chiudere dall’esterno la porta della stanza in cui erano ospitati i due anziani, come una sorta di misura di sicurezza nei loro confronti, ed evitare che durante la notte, questi potessero uscire in giardino. Ovviamente per sapere se la notte della tragedia, la porta fosse stata chiusa dall’esterno, si dovrà attendere la sentenza del giudice, che dovrebbe arrivare proprio il 24 prossimo. «Il processo dovrebbe essere quasi alla fine – dice l’avvocato Marconi, legale della famiglia Di Berardino – nella prossima udienza infatti verranno sentiti i colleghi Carlevaro e Messina difensori di due coimputati. Nella stessa udienza ci sarà la possibilità di fare le repliche delle parti civili e del pubblico ministero, dopodiché il giudice andrà in camera di consiglio e poi emetterà la sentenza. Per quanto riguarda quello che è successo quella notte noi abbiamo dato una interpretazione del fatto, ovviamente gli avvocati degli imputati ne hanno data un’altra, dunque sarà il giudice a valutare come sono andate le cose». Difficile sapere dunque se quella notte la porta era stata chiusa dall’esterno oppure no. Quando arrivarono i Vigili del fuoco, la porta era aperta. Ma la prima persona ad intervenire era stata una dipendente della struttura, poi trasportata in ospedale, investita dai fumi emessi dall’incendio.

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