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Messa in gara per il ramo d'azienda di Hcs

Messa in gara per il ramo d'azienda di Hcs

Il Tribunale, preso atto della proposta di acquisto da parte della Civitavecchia Servizi Pubblici per 1.018.570 euro ha disposto una procedura competitiva per presentare offerta migliorative. Dubbi sul futuro dell'idrico  All'asta anche i contratti di lavoro dei 55 dipendenti

CIVITAVECCHIA – Confermata la messa in gara del ramo di azienda di Hcs. Nei giorni scorsi, dopo le prime indiscrezioni trapelate in merito al decreto con cui il Tribunale di Civitavecchia ha aperto la procedura di concordato preventivo relativa alla holding municipalizzata, l’assessore Savignani intervenne per sostenere che non si trattava di mettere in gara i servizi pubblici (da destinare alla Newco): «Nel caso di società in house al 100%, – dichiarò l’assessore – rimane prerogativa dell’Ente quella di gestire le relative concessioni dei servizi. In tal senso, il decreto del Tribunale di Civitavecchia precisa che il piano di concordato prevede espressamente: “la cessione del ramo di azienda di HCS alla neo costituita società inhouse Civitavecchia Servizi Pubblici s.r.l. destinata a divenire affidataria dei servizi pubblici attualmente erogati”».

In realtà, oggi si scopre che il Tribunale, preso atto della proposta di acquisto del ramo di azienda da parte della Civitavecchia Servizi Pubblici per 1.018.570 euro, ha disposto, come previsto dalla legge, una procedura competitiva, che scadrà il 18 aprile, per invitare chiunque avesse interesse a farlo a presentare offerte migliorative per acquistare il ramo di azienda di Hcs, così come – si anticipa – dovrà avvenire possibilmente in modo contestuale nelle procedure concordatarie anche per le Sot (Città Pulita, Argo e Ippocrate).

Intanto, il ramo di azienda di Hcs che va all’asta comprende tutti i beni della società e quelli in godimento ad Hcs in forza di contratti, i rapporti di lavoro subordinato dei 55 dipendenti della stessa Hcs, i contratti relativi al ramo di azienda, il parcheggio di via Isonzo, gli obblighi di gestione post-mortem della discarica di Fosso Crepacuore, il magazzino per le manutenzioni del servizio idrico. Il milione offerto dalla Newco, o il ricavato da eventuali offerte migliorative, andrà a finanziare il concordato, insieme all’apporto massimo di 10 milioni in 5 anni già deliberato dal Comune, fino al raggiungimento del 20% dell’ammontare dei debiti di Hcs verso creditori chirografari (non privilegiati, ndr) e fino all’importo massimo di 4,7 milioni di euro. In caso di approvazione del concordato, a maggio, le rate sarebbero pagate in 4 anni, a partire dal prossimo 31 dicembre.

Ma come appare chiaro (anche alla luce della contemporanea istanza di fallimento presentata dal maggiore creditore chirografario, ossia la Mad srl) ci sono numerosi e pesanti interrogativi sul futuro di Hcs, dei servizi pubblici locali e dei loro dipendenti. A partire da una considerazione: come si è potuto inserire il servizio idrico nel piano di concordato e nel piano industriale della Newco che dovrebbe assorbirlo, insieme ai dipendenti, quando già da tempo la Regione Lazio, in forza di sentenze precedenti, avrebbe dovuto nominare nuovamente il commissario ad acta per il passaggio immediato in Ato? Una patata bollente che va ad aggiungersi ad una situazione già complicatissima.
 

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