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Cerveteri. Tidei: "Ora non posso sciogliere alcuna riserva"

Cerveteri. Tidei: "Ora non posso sciogliere alcuna riserva"

L’Onorevole parla della sua candidatura a sindaco: "Vicende familiari e personali m’impediscono al momento di prendere una decisione, ma a breve potrei risolvere questi problemi. Maurizio Falconi, segretario del circolo, saprà guidare un partito unito nella prossima campagna elettorale"

CERVETERI – Ad una settimana dall’elezione del segretario del circolo Pd di Cerveteri, è intervenuto l’Onorevole Pietro Tidei. 
 Allora Avvocato la parte del Pd a lei più vicina ha vinto il congresso. Cosa è successo? 
«Quello che era prevedibile. Il partito forte della sua dialettica interna si era diviso sulla opportunità di fare la primarie per la scelta del sindaco oppure aggregarsi al carro del perdente Pascucci. Il popolo del Pd ha scelto di seguire il percorso democratico previsto dallo Statuto e scegliere le primarie come strumento per la scelta del sindaco di Cerveteri». 
Ora che succede?    
«Mi auguro che si facciano al più presto le primarie  tra il popolo del centro-sinistra e da queste emergerà il candidato sindaco da sostenere alle elezioni comunali di giugno».
A differenza di altri congressi questa volta non mi pare che ci siano state contestazioni o ricorsi. 
«Assolutamente no. Un congresso molto partecipato. Quasi mille iscritti che democraticamente e civilmente hanno espresso la loro opinione scegliendo alle fine Maurizio Falconi come segretario del circolo di Cerveteri. Un amico serio, onesto e capace che con il consenso di tutti ed insieme agli altri saprà sicuramente guidare un partito unito nella prossima campagna elettorale».
On. le ormai da mesi gira in città la voce di una sua possibile candidatura a Sindaco di Cerveteri.
«E’ vero. Molti amici, compagni e tanti rappresentanti della società civile mi chiedono di candidarmi a sindaco. E la cosa confesso mi onora e mi stimola, prendendo  atto che anche in questa città registro consensi, stima e affetto. Per la verità avendo già esercitato la funzione da sindaco per tre volte a Civitavecchia e una a Santa Marinella ritengo di avere acquisito esperienze e raggiunto risultati eccellenti, nonostante le ovvie difficoltà che si incontrano amministrando un comune. Però ripercorrere queste esperienze anche in un Comune diverso che peraltro io amo e che ha tutt’oggi enormi potenzialità non sfruttate, richiede un sacrificio da non sottovalutare. Debbo però superare alcuni seri problemi familiari e personali che allo stato non mi consentono di sciogliere questo nodo. Ma questi, credo che in pochi giorni, anche alla luce delle decisioni che assumerà il circolo, cercherò di risolvere, se possibile».
On. le che cosa proporrà ai suoi elettori nel caso di una sua candidatura?
«Intanto una totale inversione di rotta rispetto all’attuale amministrazione. Una amministrazione scialba, tutta tarallucci e vino, come si direbbe “tutto fumo e niente arrosto”. In sintesi una amministrazione inconcludente. La città è in totale degrado anche se questi mesi prima delle elezioni il Sindaco si affretta ad asfaltare qualche strada di periferia. La disoccupazione soprattutto giovanile ha toccato punte mai così alte in città. Le enormi potenzialità che esprime questa bella città a livello nazionale ed internazionale sono enormi ed inimmaginabili. asti pensare al turismo: dei quasi 3 milioni di croceristi e passeggeri, che transitano ogni anno dal porto di Civitavecchia a Roma passando per il nostro territorio, l’amministrazione non ne intercetta nessuno. Basterebbe andare a Miami la prima settimana di Marzo al Sea trade per vendere il pacchetto Cerite capace di attrarre centinaia di migliaia di turisti. Voglio ricordare che nel 1994 quando divenni Sindaco di Civitavecchia nel nostro porto non arrivava nemmeno una nave da crociera, dopo sei anni di amministrazione  del sottoscritto Civitavecchia è diventato il primo porto crocieristico di tutto in Mediterraneo. Un risultato impressionante. Ne è seguito un poderoso piano strategico che ha visto  risorgere quella città: il Teatro Traiano, l’eliminazione dei binari dal centro storico, il palazzetto dello sport, le palestre, la marina, il forte Michelangelo, l’interporto, la soluzione del sistema idrico, il campo da rugby e altri impianti sportivi, quasi 90 km di fognature, marciapiedi e condotte idriche, il recupero dei beni militari  dello Stato  all’uso cittadino (caserme, centri sociali e culturali) social housing, finanziamenti per la costruzione del tribunale e della procura della repubblica e numerosi finanziamenti europei, inizio procedure per la copertura della trincea ferroviaria, oltre a parcheggi e parchi pubblici. Una rinascita culturale ed economica che solo l’attuale amministrazione pentastellata è riuscita a distruggere».
Ma per Cerveteri?
«Mi limito a citare alcuni progetti dei tanti che si potrebbero portare avanti: Terme di Pian della Carlotta,  rilancio  di una economia turistico-balneare e commerciale, risanamento e riqualificazione urbana del centro storico ma soprattutto delle tante frazioni in un comune così vasto,  rilancio di una agricoltura moderna e produttiva  che tutti insieme darebbero a questa città finalmente la possibilità di una vera e propria rinascita economica, sociale e culturale. Così come ritengo necessario riappropiarsi delle aree che dovrebbero appartenere al Comune in riva al mare e attualmente detenute abusivamente da un privato, che consentirebbero agli stabilimenti balneari e agli operatori turistici di poter ampliare la loro attività e fare della nostra spiaggia un litorale d’eccellenza. Ovviamente il motore delle iniziative amministrative dovrebbe essere l’utilizzo e la valorizzazione dell’immenso e inestimabile patrimonio archeologico e culturale. Patrimonio UNESCO vicino a Roma, sulla direttrice principale ferroviaria, stradale, portuale ed aereoportuale. Tutte caratteristiche che offrirebbero a questa città un privilegio ideale che poche altre città d’Italia oggi detengono. Immagino soltanto lo sviluppo della logistica e della intermodalità assistita dai finanziamenti europei, che rappresenterebbe una delle molle principali  per un nuovo sviluppo. Non parliamo poi dell’urbanistica  e di questo stupendo paesaggio agrario. Tutti i provvedimenti urbanistici si sono trasformati in aria fritta. Nessuno di quelli approvati in Giunta o in Consiglio sono andati in porto. Soltanto fumo negli  occhi per i più ingenui e i più sprovveduti».
Ma On. le Lei è un fiume in piena. Per ragioni di spazio fermiamoci qui e aspettiamo eventualmente il suo programma meglio articolato.
«Sicuramente, se riuscirò a risolvere i problemi personali di cui in premessa. Anche perché le tematiche di sviluppo sono ancora tante e di sicuro successo. Comunque sia, candidato o non candidato Sindaco mi metterò a disposizione del mio partito e della città di Cerveteri per dare quel contributo e quella spinta di cui oggi più che mai c’è bisogno. Non dimenticando comunque che l’attuale Sindaco sono quasi venti anni che staziona al Comune di Cerveteri avendo peraltro mandato a casa ben due Sindaci, suoi amici di governo. Un primato sicuramente non invidiabile».
Auguri Onorevole, e l’aspettiamo con l’altra parte del programma che da questi primi approcci sicuramente sarà corposo e interessante.  
« Vedremo».

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