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Crematorio: è il giorno del Tar

Crematorio: è il giorno del Tar

Si discuterà della richiesta di sospensiva chiesta dall'avvocato Daniele Barbieri per conto dei comitati cittadini, in attesa dell'intervento della Procura della Repubblica. Intanto il cantiere va avanti spedito: operai al lavoro anche sabato. Completato il solaio del piano inferiore, si stanno già realizzando le pareti in cemento armato del livello superiore. Il sindaco Cozzolino: "In conferenza dei servizi poste prescrizioni di massima cautela in accordo con le indicazioni della Asl". I 18 limiti proposti 

CIVITAVECCHIA – È in programma per domani, alla seconda sezione del Tar del Lazio, l’udienza sul forno crematorio. Il Tribunale amministrativo è chiamato a decidere sulla richiesta di sospensiva del procedimento per la realizzazione dell’impianto al cimitero nuovo di via Braccianese Claudia, avanzata dall’avvocato Daniele Barbieri per conto di Civitavecchia C’è e dai comitati degli abitanti della zona di Ponton de Rocchi e via Braccianese Claudia e da “In nome del popolo inquinato”.

Intanto al cantiere del crematorio si lavora anche di sabato. L’impresa che sta realizzando l’impianto di cremazione nel cimitero di via Braccianese Claudia sta letteralmente bruciando i tempi, nonostante anche le cattive condizioni atmosferiche dei giorni scorsi. Rispetto alla settimana precedente, quando era stata fatta la gettata del solaio del piano inferiore, si nota chiaramente come siano già a buon punto anche le armature delle pareti  in elevazione in cemento armato del piano superiore.

All’indomani della conferenza dei servizi per il rilascio dell’Autorizzazione unica ambientale, relativa al forno crematorio, il sindaco Cozzolino ha assicurato: “Poste prescrizioni di massima cautela in accordo con le indicazioni della Asl. Come responsabile della salute pubblica – ha spiegato – ho ritenuto doveroso porre prescrizioni severe coerentemente con quanto sempre affermato. Abbiamo fatto nostro il parere della Asl in merito. Ci sono in totale ben 18 prescrizioni che ho posto che dovranno essere coordinate in conferenza dei servizi con quelle indicate dall’area metropolitana, per arrivare al definitivo rilascio dell’Aua. Sappiamo che la ditta di certo non ha fatto i salti di gioia alla lettura di queste prescrizioni ma questo per noi non può e non deve essere un problema. La salute non può essere messa in discussione rispetto a nessun altro aspetto. Sono disponibile come ho già dichiarato in sede di conferenza dei servizi a discutere circa la corretta interpretazione delle mie prescrizioni che a nostro avviso non sono in contraddizione con la documentazione oggetto della gara pubblica, saremo quindi intransigenti nel chiederne l’applicazione”.

Presenti alla conferenza dei servizi i responsabili degli uffici comunali, il Sindaco di Civitavecchia, la Asl ed i rappresentanti della ditta Altair. Vista l’assenza dell’area metropolitana di Roma la conferenza dei servizi è stata rinviata a data da destinarsi ma dovrà comunque concludersi entro 45 giorni dalla prima seduta. 

Queste le 18 prescrizioni: 

1) L’impianto potrà effettuare esclusivamente la cremazione di salme, di resti mortali inconsunti derivanti da esumazione o estumulazione e di parti anatomiche riconoscibili, privi di casse nella cui composizione siano presenti, anche singolarmente, i seguenti materiali: zinco, piombo, materie termoplastiche e fibra di vetro.

2) L’impianto potrà funzionare dalle ore 8.00 alle ore 20.00 dal lunedì al venerdì come da convenzione approvata con Deliberazione della Giunta Comunale di Civitavecchia n. 234 del 15/12/2015, intendendosi le ore 8:00 come orario di avvio delle procedure di accensione dell’impianto di cremazione e le ore 20:00 come orario massimo di avvio delle procedure di spegnimento dell’impianto di cremazione.

3) L’impianto potrà effettuare una media di 6 cremazioni di salme al giorno. In ogni caso, il numero massimo annuale di servizi di cremazione (riguardanti salme o resti mortali inconsunti derivanti da esumazione o estumulazione o di parti anatomiche riconoscibili) non potrà essere superiore a 2.080.

4) L’impianto dovrà essere costituito da due linee di cremazione, come da progetto presentato per il rilascio dell’Autorizzazione Unica Ambientale. Non è consentita la realizzazione di ulteriori linee di cremazione.

5) L’attivazione dell’impianto dovrà essere preceduta da uno studio, condotto da ARPA Lazio e a carico del gestore, finalizzato a rilevare l’eventuale presenza di diossine, furani e mercurio nel terreno e nei vegetali nell’area maggiormente interessata dalle emissioni dell’impianto. Tale studio dovrà essere ripetuto dopo due anni dall’attivazione dell’impianto e, successivamente, con cadenza quinquennale per tutta la durata dell’esercizio dell’impianto.

6) Il gestore dovrà inviare anche al Sindaco del Comune di Civitavecchia ogni comunicazione relativa alle emissioni in atmosfera dell’impianto indirizzate alla Città Metropolitana di Roma Capitale e/o a ARPA Lazio, comprese le comunicazioni relative alla messa in esercizio e alla messa a regime.

7) Le misure delle emissioni inquinanti da eseguire sul punto di emissione E/1, come individuate dal competente ufficio della Città Metropolitana di Roma Capitale, dovranno avere cadenza semestrale, fatta eccezione per i parametri PCDD + PCDF e HG che dovranno essere rilevati con cadenza trimestrale e per i parametri di cui al successivo punto 8) che dovranno essere rilevati in continuo. Copia dei certificati analitici dovrà essere sempre trasmessa, entro quindici giorni dall’acquisizione, al Sindaco. Le date fissate per i campionamenti e per le analisi dovranno essere comunicate, con un anticipo di almeno 7 giorni lavorativi, al Sindaco, alla Città Metropolitana di Roma Capitale e a ARPA Lazio che potranno presenziare alle operazioni.

8) Entro la data di messa in esercizio, dovranno essere installati per il punto di emissione E/1, oltre a quelli che saranno prescritti dal competente ufficio della Città Metropolitana di Roma Capitale, analizzatori in continuo per i seguenti parametri: polveri totali e ossidi di azoto espresso come biossido di azoto. Sulla base dei dati rilevati durante il primo anno di monitoraggio, si valuterà, sentite le autorità competenti in materia ambientale e sanitaria, l’opportunità di prescrivere l’installazione di dispositivi di campionamento e monitoraggio su lungo periodo anche per i parametri PCDD + PCDF e HG.

9) Tutti i dati misurati e registrati dal sistema di monitoraggio in continuo dovranno essere conservati dal gestore per almeno cinque anni.

10) I parametri PCDD + PCDF e HG dovranno essere analizzati con frequenza trimestrale anche sulle polveri di abbattimento (filtri a maniche). Copia dei certificati analitici dovrà essere sempre trasmessa, entro quindici giorni dall’acquisizione, al Sindaco, alla Città Metropolitana di Roma Capitale e a ARPA Lazio.

11) I camini di emergenza E2 ed E3 devono essere provvisti di sistema di registrazione in automatico del tempo di apertura. Tutti i dati registrati (frequenza e intervalli di apertura del camino di emergenza) devono essere archiviati e conservati in un apposito registro per almeno 5 anni. Qualora richiesto, il gestore dovrà fornire tempestivamente in formato digitale tutti i dati misurati e registrati. L’utilizzo e l’apertura dei camini di emergenza che comporta lo scarico dei fumi direttamente in atmosfera, senza avere subito il normale trattamento di depurazione, dovrà essere comunicato immediatamente al Sindaco, alla Città Metropolitana di Roma Capitale e a ARPA Lazio. Dovrà essere portata a termine la cremazione in corso, sospesa l’attività dell’impianto e ripristinata la sua piena funzionalità. Il riavvio dell’impianto dovrà essere comunicato immediatamente al Sindaco, alla Città Metropolitana di Roma Capitale e a ARPA Lazio unitamente alle motivazioni che hanno condotto all’emergenza e ai provvedimenti adottati.

12) Tutti i segnali di by-pass (sia delle valvole di by-pass caldaia, sia delle valvole by-pass filtro) dovranno essere opportunamente registrati in modo da poter essere verificati. Tutti i dati registrati dovranno essere archiviati e conservati in appositi registri per almeno 5 anni. Qualora richiesto il gestore dovrà fornire tempestivamente in formato digitale tutti i dati misurati e registrati.

13) Le operazioni di manutenzione degli impianti di aspirazione e trattamento devono essere effettuate con la frequenza, modalità e tempi previsti all’atto della loro progettazione e comunque in base a quanto indicato nel libretto d’uso e manutenzione. La pulizia/scarico tramogge dei filtri a maniche deve comunque avvenire con periodicità almeno settimanale. Le operazioni di manutenzione degli impianti di aspirazione e trattamento dovranno essere documentate mediante registrazione degli interventi effettuati. Qualunque interruzione nell’esercizio degli impianti di aspirazione e trattamento necessaria per la loro manutenzione (ordinaria preventiva o straordinaria successiva, qualora non esistano equivalenti impianti di trattamento di riserva), deve comportare la fermata, limitatamente al ciclo tecnologico ad essi collegato, dell’esercizio dell’impianto che potrà essere riattivato solo dopo la rimessa in efficienza degli impianti di trattamento.

14) Se si verifica un guasto ad uno o più impianti tale da non permettere il rispetto dei valori limite di emissione, l’esercizio dell’impianto deve essere immediatamente sospeso fino al suo ripristino funzionale e entro le otto ore successive dovrà essere data comunicazione dell’evento al Sindaco, alla Città Metropolitana di Roma Capitale e a ARPA Lazio;

15) Nel caso in cui, dagli autocontrolli periodici, il gestore accerti il superamento dei valori limite, l’attività deve essere immediatamente interrotta fino all’adozione di tutti gli accorgimenti necessari per rientrare nei limiti imposti e la ditta dovrà comunicare al Sindaco, alla Città Metropolitana di Roma Capitale e a ARPA Lazio:
il superamento del limite, entro le 8 ore successive dall’accertamento;
gli accorgimenti sopraindicati e le cause eventualmente individuate;
la data in cui saranno effettuate nuove analisi, con almeno 10 giorni di anticipo al fine di consentire un eventuale controllo congiunto, con dimostrazione del rispetto dei limiti stessi e trasmissione dei referti analitici agli enti entro 10 giorni dal termine del ciclo di campionamento.

16) Dovrà essere automaticamente contato e aggiornato il numero di ore nelle quali si sono avuti superamenti di uno qualsiasi dei valori limite di emissione che, sommate alle ore di utilizzo dei camini di emergenza e alle ore di apertura dei by-pass dei filtri a maniche, non dovrà superare le 60 ore all’anno (determinato come periodo compreso fra il 01 gennaio ed il 31 dicembre di ciascun anno).

17) Il gestore dovrà dotarsi di registri con pagine numerate da tenersi presso l’impianto in cui verranno annotate:
le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria effettuate sugli impianti, sui sistemi di abbattimento e sui sistemi ausiliari. L’annotazione dovrà essere effettuata con cadenza settimanale.
Il tipo di cremazioni effettuate in ciascun forno, l’ora di inizio della cremazione, la temperatura del forno all’introduzione del feretro/resto. L’annotazione dovrà essere effettuata con cadenza giornaliera.
La quantità e tipologia di reagenti usati per neutralizzare i gas acidi o per assorbire composti tossici nel trattamento dei fumi, in funzione del numero di cremazioni effettuate. L’annotazione dovrà essere effettuata con cadenza giornaliera.
Il gestore rispetterà scrupolosamente i manuali di gestione fomiti dal costruttore

18) Decorso il primo anno di esercizio, entro novanta giorni e, per gli anni successivi, entro il 30 aprile di ogni anno, il gestore dovrà trasmettere al Sindaco, alla Città Metropolitana di Roma Capitale e a ARPA Lazio una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente contenente almeno le seguenti informazioni:
il numero di servizi di cremazione effettuati distinti per tipologia;
i giorni e il numero complessivo di ore di funzionamento dell’impianto (computando in maniera distinta le ore relative alle fasi di accensione e spegnimento);
una sintesi dei risultati delle misurazioni in discontinuo degli inquinanti e delle analisi effettuate sulle polveri di abbattimento;
una sintesi dei risultati delle misurazioni in continuo con indicazione dei flussi di massa relativi agli inquinanti monitorati;
gli allarmi e i malfunzionamenti verificatisi;
la frequenza e gli intervalli di apertura dei camini di emergenza e dei by-pass filtri a maniche;
i quantitativi di reagente utilizzati per l’abbattimento delle emissioni;
le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria eseguite sull’impianto e sui sistemi di abbattimento delle emissioni;
le quantità totali di rifiuti smaltiti per tipologia.

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