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Santa Marinella, sequestrato un deposito di materiali edili

Santa Marinella, sequestrato un deposito di materiali edili

Blitz del personale della stazione di Civitavecchia ieri mattina nell’area ex Fungo. I forestali sono intervenuti d’ufficio dopo aver effettuato un controllo sul territorio Superati i 30 metri cubi di scarti temporanei previsti dalla concessione

S. MARINELLA – Blitz degli agenti della stazione di Civitavecchia della Regione Carabinieri Forestale, che ieri mattina hanno posto sotto sequestro un deposito di materiali edili collocato nell’area Ex fungo di Santa Marinella. I forestali, sono intervenuti d’ufficio, dopo aver effettuato un controllo preventivo sul territorio. Riscontrato che la zona sottoposta ai sigilli non aveva rispettato le disposizioni di legge, hanno provveduto a sequestrarla. Il reato ascritto alla società che ha ottenuto il permesso a depositare il materiale da risulta del vicino cantiere, aperto dalla ditta Giuseppe Cacciapuoti di Civitavecchia che aveva vinto la gara di appalto per la ristrutturazione dei marciapiedi del centro cittadino, è quello di eccessivo quantitativo presente per un deposito temporaneo e quindi, in base all’articolo 354 del codice di procedura penale, è stato oggetto del sequestro probatorio dell’area. Il deposito in questione, infatti, era autorizzato allo stazionamento di non più di 30 metri cubi di materiale. Durante il sopralluogo, invece, gli agenti della forestale ne hanno riscontrati circa 160. Ora, ovviamente, scatterà in automatico una denuncia penale nei confronti della società responsabile del deposito. La ditta infatti, il 1° dicembre scorso, ha fatto una richiesta all’ufficio tecnico, per ottenere un’area da utilizzare come deposito. Su disposizione del responsabile del servizio tecnico manutentivo, è stata emessa un’autorizzazione per l’occupazione temporanea del suolo pubblico dell’Ex Fungo per circa 180 giorni e comunque fino alla chiusura del cantiere. L’impresa, avrebbe dovuto rispettare le dimensioni dell’area e cioè 150-200 metri quadrati e le distanze dalla strada di confine. Nell’autorizzazione è specificato che la società resta l’unica responsabile in merito ad eventuali problematiche che dovessero insorgere a seguito del mancato rispetto delle norme, tra cui i limiti di quantitativo dei materiali consentiti, quindi non più di 30 metri cubi. La forestale, invece, ne ha riscontrati cinque volte di più. Da qui, è scattata immediatamente una denuncia penale nei suoi confronti. Per evitare il sequestro, quindi, la società Cacciapuoti, che nei giorni scorsi ha rescisso il contratto con il Comune per mancato rispetto delle disposizioni previste nel capitolato chiedendo il rimborso delle spese avute fino al giorno della chiusura del cantiere, avrebbe dovuto provvedere a smaltire i materiali da risulta in una discarica autorizzata, evitando di accumulare gli scarti edili oltre i trenta metri cubi. L’area ovviamente è stata transennata e quindi come recita l’articolo 354 del codice di procedura penale non si potrà toccare il deposito fino a che non sarà consentito dalla Procura. Infatti “se vi è pericolo che le cose e i luoghi indicati si alterino o si disperdano o comunque si modifichino e il pubblico ministero non può intervenire tempestivamente, ovvero non ha ancora assunto la direzione delle indagini, gli ufficiali di polizia giudiziaria compiono i necessari accertamenti e rilievi sullo stato dei luoghi e delle cose, adottando le misure tecniche e le prescrizioni necessarie ad assicurarne la conservazione e ad impedirne l’alterazione e l’accesso”. Dunque la nuova impresa che sostituirà quella precedente e che giovedì prossimo riaprirà il cantiere, dovrà provvedere a trovare una nuova area o a smaltire giornalmente i materiali. Per dissequestrare il deposito, invece, il Comune dovrà fare una istanza alla Procura della Repubblica, per avere l’autorizzazione ad asportare il materiale depositato. (Gi.Ba.)

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