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Hcs, rispuntano i superminimi

Hcs, rispuntano i superminimi

Dopo i proclami dell’amministrazione grillina sul ‘‘taglio dei privilegi’’ sono stati inseriti nel concordato, con gli interessi. Previsti circa 178.000 euro come crediti privilegiati al 100% per il periodo compreso tra ottobre 2014 e giugno 2016

CIVITAVECCHIA – Nel concordato di Hcs rispuntano i superminimi. Ricordate tutte le battaglie (sulla carta) di Cozzolino ed i suoi contro «privilegi e stipendi abnormi»? Ebbene, dopo i tira e molla e le dichiarazioni che fecero seguito al cambio del liquidatore, con l’insediamento dell’intoccabile (vista la difesa da parte della maggioranza in consiglio comunale rispetto alla mozione presentata da Massimiliano Grasso) Micchi, la linea grillina passò semplicemente sospendendo i pagamenti dei superminimi alla dozzina di dipendenti che avevano questo tipo di voce in buista paga.

Ora, però, quegli stessi dipendenti, additati addirittura come una delle principali cause dello stato di dissesto dei conti aziendali, avranno modo di avere indietro i supeminimi non corrisposti fino a fine giugno 2016, con tanto di interessi.

Sono infatti stati inseriti come creditori privilegiati (quindi avranno diritto al 100% delle loro spettanze) nel piano di concordato, per un totale maturato da ottobre 2014 a giugno 2016 di circa 178.000 euro.

Un credito che, attualizzato ad oggi, complessivamente per i soli superminimi dovrebbe ammontare a circa 240.000 euro, oltre agli interessi legali.

I creditori privilegiati, fra cui figurano appunto i dipendenti dell’azienda, saranno pagati – qualora il concordato venisse approvato, a maggio – entro la fine del 2017.

Peraltro emergono anche diverse perplessità sui criteri adottati per suddividere i crediti privilegiati da quelli chirografari: anche lo stesso creditore per alcune fatture è stato considerato in un modo  e per altre in modo diverso.

Notevoli, infine, i costi della procedura, stimati dal Tribunale in circa 700.000 euro, disponendo il versamento anticipato di un quinto della somma.

Comunque finirà, sia che Hcs dovesse fallire, sia in caso di esito positivo per il conrdato, sarà stato un affare per i consulenti ed i professionisti che hanno lavorato alla preparazione del concordato, a partire dallo stesso Micchi che ad oggi, tra compensi da liquidatore e come consulente e rimborsi spese, ha percepito complessivamente  (anche con le sot Città Pulita e Argo di cui è consulente e liquidatore) una cifra di oltre 300.000  euro, a carico dei contribuenti civitavecchiesi, attraverso la tariffa rifiuti o comunque i contratti di servizio a carico del socio unico, che è il Comune di Civitavecchia.

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