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Dehors: si lavora per trovare una soluzione

Dehors: si lavora per trovare una soluzione

Confronto tra tecnici comunali ed associazioni di categoria. La Confcommercio presenta una bozza di regolamento. L’invito è quello di stringere i tempi. L’assessore Ceccarelli: “Fondamentale l’apporto di tutti: poi è chiaro che andrà presa una decisione. Il Pd: “Distanza siderale tra chi amministra e chi vive la città”

CIVITAVECCHIA – Incontro tra associazioni dei commercianti e Pincio sulla questione dehors, problema che va avanti ormai da oltre due anni senza soluzione.

Nei giorni scorsi, infatti, i tecnici comunali, nel corso di una riunione alla presenza anche dall’assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici Alessandro Ceccarelli, hanno presentato l’abaco, una serie di proposte, grafici, disegni ed elaborati sull’occupazione di suolo pubblico, in risposta a quelle che sono state le richieste della Sovrintendenza. Un incontro che ha convinto soltanto in parte i presenti. Poca chiarezza, una tematica affrontata soltanto in parte, una serie di questioni sulle quali sono state avanzate diverse osservazione. Ad esempio da parte della Confcommercio, che da tempo si è detta disponibile ad una collaborazione per cercare di arrivare ad una soluzione che sia la più condivisa possibile.

“Abbiamo inviato al Pincio – ha spiegato il rappresentante per l’associazione Luca De Fazi – una bozza di nuovo regolamento: l’obiettivo è che sia semplice, chiaro, oggettivo, con regole certe da non poter interpretare, a garanzia dell’amministrazione comunale per quanto riguarda le regole, e degli imprenditori per certezze nei tempi ed investimenti. Chiediamo l’istituzione di una commissione mista, essendo diversi gli uffici interessati che devono dialogare tra loro, per arrivare a breve ad una sintesi, anche alla luce delle recenti novità normative che garantiscono maggiore velocità e più spazi di semplificazione”. La Confcommercio ha quindi predisposto una proposta, condivisa anche con diversi commercianti, prendendo spunto da come la situazione è stata gestita e regolamentata a Trieste. “L’esserci seduti tutti attorno allo stesso tavolo è un punto di partenza – ha aggiunto De Fazi – ora va risolta definitivamente la questione, affrontandola sotto tutti i punti di vista, non solo ed esclusivamente in merito alla paesaggistica”.

E l’obiettivo dell’assessore Alessandro Ceccarelli è quello di raccogliere le diverse sollecitazioni e coinvolgere il più possibile tutte le categorie interessate, sicuro però che poi sarà il Comune a decidere e chiudere la partita. “Siamo consci delle novità normative e del cosiddetto decreto Madia che potrebbe indicare ulteriori novità in merito – ha sottolineato l’assessore – sappiamo però che esistono anche dei vincoli urbanistici relativi a fasce che necessitano di un’attenzione particolare: in questo senso ho chiesto ai tecnici di chiarire in che modo interfacciarsi con la Paesaggistica per evitare pasticci. Bisogna poi capire come vogliamo questa città: e qui quindi servono regole, che siano certe, chiare e definite, e che siano le più condivise possibili. L’apporto di tutti è fondamentale: tutto quello che è recepibile verrà recepito: poi però è chiaro che andrà presa una decisione”.

“Con questa paradossale vicenda dell’abaco dei progetti, dei colori, dei materiali, è segnata  definitivamente la distanza ormai siderale tra chi amministra e chi vive la città”. Questo il commento del Pd, attraverso il segretario Enrico Leopardo e la referente della commissione Commercio Jenny Crisostomi. “Questa tangibile ed ennesima contrapposizione, ci consegna purtroppo una classe di politici e di dirigenti – hanno aggiunto – ormai assunti al ruolo di “marziani”, presenze aliene che nulla hanno a che fare con il tessuto connettivo economico e produttivo di tutte le rappresentanze del commercio cittadino”. E il Pd riprende anche un recente intervento della Cna in tal senso, basato proprio dalle novità del decreto Madia.

“Da domani e diciamo domani, non sostantivo temporale imprecisato, ma come data certa sul calendario – hanno aggiunto dal partito – è possibile aprire nella nostra città un dehors. Nei 120 giorni non serve autorizzazione paesaggistica, non serve alcun permesso edilizio, non serve alcuna autorizzazione comunale, basta solo essere in possesso di un regolare suolo pubblico. Ma non solo, vogliamo essere provocatori e propositivi e ricordare alle associazioni di commercianti ed altri operatori che con la legge 241/90 così riformata, la Pubblica Amministrazione ha dato voce a chiunque sia portatore di interessi diffusi e legittimi, offrendo l’opportunità a quest’ultimi di sostituirsi alla incapacità dell’ente territoriale competente. Nella sostanza possono essere le stesse Cna, Confcommercio, Confartigianato ed altri, che accedono direttamente presso le autorità competenti quali Ministero o Regione, per acquisire solo se necessario i pareri di competenza per strutture stabili e non stagionali”. Con il Pd che quindi invita proprio le associazioni di categoria all’unità, “affinché diano continuità ad una azione amministrativa che li vede protagonisti in prima persona – hanno concluso Leopardo e Crisostomi – soppiantando questa  classe di “marziani“ che hanno segnato una delle pagine più buie e tristi sulla nostra comunità civitavecchiese”.

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