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Hcs, spuntano due bilanci di segno opposto

Hcs, spuntano due bilanci di segno opposto

Dopo i superminimi e l’asta per il ramo di azienda, emergono altre sorprese e incongruenze dal piano di concordato presentato da Micchi con la supervisione di Savignani. Allegate due semestrali al 30 giugno 2016 completamente diverse: una con un utile di 4,2 milioni, l’altra in perdita per 252mila euro

CIVITAVECCHIA – Grande confusione, cifre che non corrispondono, bilanci completamente diversi tra loro allegati al piano, creditori considerati una volta privilegiati, una volta chiroragrafari, anche per la stessa tipologia di credito, ramo di azienda che dovrà andare all’asta senza ancora avere neppure la certezza di cosa, effettivamente, sarà venduto e quali contratti rientrino nel la procedura. E’ quanto emerge dalla documentazione messa a disposizione dei creditori che a maggio dovranno votare sul concordato preventivo di Hcs.
In questi giorni, intanto, l’azienda sta convocando i 55 dipendenti, i cui contratti di lavoro sono stati anch’essi messi all’asta, per capire se ci sia qualcuno disposto ad offrire più del milione e spiccioli offerto dalla Newco per rilevare il ramo di azienda di cui fanno parte, appunto, anche i lavoratori. E’ proprio in questa partita che sono rispuntati anche i superminimi, con un credito complessivo di circa 178.000 euro per una dozzina di dipendenti a cui questa parte aggiuntiva della retribuzione da ottobre 2014 non veniva più corrisposta, ma a questo punto, con ogni probabilità, senza uno straccio di accordo o di atto da parte dell’azienda, visto che i crediti, maggiorati degli interessi, sono rispuntati in sede di concordato e, qualora il piano fosse approvato, dovrebbero essere integralmente pagati entro fine anno.
Ciò che salta subito all’occhio è anche la confusione con cui sono stati inseriti i bilanci provvisori. Allegati al piano ci sono infatti due situazioni infrannuali relative al primo semestre del 2016, con risultati di bilancio agli antipodi. Lo stesso file, infatti, si apre con un bilancio che presenta un utile al 30 giugno di 4,277 milioni di euro. Un risultato netto in linea con la situazione provvisoria (non sappiamo a quale data) che il collegio dei revisori dei conti del Comune di Civitavecchia ha trasmesso alla presidente del Consiglio Comunale Alessandra Riccetti: in quel caso i revisori del Pincio hanno rilevato, tramite il controllo analogo, un utile provvisorio ancora più alto, di 4,892 milioni di euro. Un dato che ha suscitato più di una perplessità, vista la situazione dell’azienda dove è vero che incidono molto i debiti pregressi, ma è altrettanto vero che negli ultimi mesi sono aumentati notevolmente diversi costi.
Ad ogni modo, nello stesso file allegato al piano di concordato, scorrendo le pagine pdf si scopre un altro bilancio provvisorio al 30 giugno 2016 in cui però il risultato netto passa dall’utile di 4,277 milioni delle prime pagine del documento ad una perdita di 252.763 euro, molto più credibile ed aderente alla realtà, non fosse altro perché nel primo bilancio in positivo mancano dai costi sicuramente almeno mezzo milione di euro di fatture di Città Pulita, oltre un milione per il servizio idrico ed altrettanto per il personale. Non è difficile immaginare dunque quale sia la situazione contabile più verosimile. Ciò che è incomprensibile è come sia stato possibile redigere ed inserire nel piano due bilanci di segno opposto e come possa regnare tanta confusione in una procedura che da sola costa oltre 700.000 euro e che è stata confezionata da consulenti altrettanto onerosi per le casse della municipalizzata, a partire da Micchi che è al tempo stesso liquidatore e consulente.

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