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Ladispoli: weekend di fuoco nel Pd

LADISPOLI – Il fine settimana si è caratterizzato per un tam-tam di sviluppi politici concentrati in poche ore. A livello nazionale, in sede di assemblea del Pd, il dibattito sui grandi temi ha fatto da sfondo ad una lacerazione in atto da tempo. Neanche la sortita, tattica ma diplomatica, del governatore della Puglia Michele Emiliano probabilmente riuscirà a costringere Renzi a ricucire. L’addio di una parte del partito sembra inevitabile.  

Anche domenica quella del PD, al di là della retorica del “restare insieme per rispetto degli elettori e dei militanti”, è apparsa come una comunità attraversata da sentimenti di reciproca incompatibilità. Si vedrà se, come e quanto le dinamiche nazionali influiranno sulle posizioni degli attori locali del Partito Democratico. Il dato dell’incompatibilità con una parte del partito, però, è già stato esplicitato in maniera forte dalle dichiarazioni con cui Siro Bargiacchi ha accompagnato il suo ritiro dalle primarie di coalizione del centrosinistra. Il già sindaco e ancora avvocato, come si firma lo stesso Bargiacchi, nella lettera inviata nella notte di venerdì al segretario Zonetti rimprovera “la mancanza di chiarezza sulla pioggia di mattoni che rischia di sommergerci e che qualcuno dice di respingere mentre cerca alleanze tra i costruttori, quel qualcuno che sarà inesorabilmente attaccato per alcuni scherzucci di dozzina e che dovrà soccombere al codice etico del partito”.

L’affondo sembra chiaramente rivolto a Marco Pierini, ossia l’unico sfidante rimasto in campo in quel momento. L’accenno al codice etico non è di poco conto perché richiama e, a dire il vero, anticipa possibili sviluppi giudiziari di un procedimento che vedrebbe Pierini fra gli indagati. Ma il codice etico impegna i democratici a non candidare, ad ogni tipo di elezione, anche di carattere interno al partito, coloro nei cui confronti alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali sia stato emesso decreto che dispone il giudizio. Al momento tale decreto non è stato affatto disposto dall’autorità giudiziaria, quindi l’esclusione di Pierini dalla competizione sarebbe una misura di carattere preventivo abbastanza deficitaria sotto il profilo del garantismo. Comunque il problema è stato posto da Bargiacchi che ha definito le primarie “già decise”. La risposta è arrivata ieri sul profilo facebook di Marco Pierini, che non ha nessuna intenzione di farsi da parte e che ha postato una foto del banchetto del PD in piazza Rossellini commentando “Questa sarebbe una farsa? A me sembra partecipazione”.

Nel frattempo il giorno prima, in contemporanea al diffondersi della notizia del ritiro di Bargiacchi sono state pubblicate le indiscrezioni, poi confermate, sulla nuova candidatura (o meglio disponibilità alla candidatura) della consigliera Silvia Marongiu. Una discesa in campo che certamente offre alla sinistra del partito un’alternativa su cui puntare per cercare di dire la propria. Allo stesso tempo la candidatura va a legittimare un percorso che nel frattempo è stato sottoposto ad una dura critica da diversi compagni di strada. Non solo dal fuoriuscito Bargiacchi, ma ancor prima dalle sinistre esterne al PD, che non avrebbero apprezzato l’eccessiva ambiguità di Pierini sulle alleanze nel post-primarie né la gestione dell’albo degli elettori, in cui i tesserati del Partito Democratico risultano già iscritti di diritto. Nella mattinata le parole di Peppe Loddo, che ha dichiarato di guardare con interesse “alla sinistra del partito con particolare riguardo al progetto di Pisapia”, hanno tirato un’altra secchiata di acqua fredda sulle primarie e sul PD di Ladispoli. L’uscita del vicesindaco non è stata apprezzatissima dalla segreteria del partito e, facendo il paio con la dura lettera di Bargiacchi, avrebbe portato il segretario Zonetti ad agitare per qualche ora lo spettro delle dimissioni.  La candidatura della Marongiu ha finalmente riportato la situazione sui binari della normalità e riattivato una dialettica politica sufficiente per dire che il PD (con le primarie) è ancora vivo. (Fa.P.)

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