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Primarie Pd, la parola solo ai candidati

Primarie Pd, la parola solo ai candidati

Si è chiuso tra le polemiche l’incontro di ieri mattina per presentare i tre del Partito democratico in corsa  in vista del voto di domenica prossima. Egidi nega l’intervento alla stampa e ai cittadini. Solo Rosati si dissocia

TARQUINIA – Uno accanto all’altro, insieme al sindaco Mauro Mazzola e al segretario provinciale Andrea Egidi, si sono presentati ieri mattina, nella Sala Capitolare degli Agostiniani di San Marco, i tre candidati a sindaco alle primarie del Partito Democratico di Tarquinia: Sandro Celli, Anselmo Ranucci e Piero Rosati. Ad aprire la presentazione il segretario Egidi, che ha sottolineato come il quadro politico sia profondamente cambiato rispetto a pochi anni fa. «Sarà una festa della democrazia, un evento storico – ha esordito Egidi – Mondi alternativi al PD il 26 febbraio, giorno delle votazioni, possono anche stare a casa. Siamo di fronte ad una scelta naturale rispetto alla interna al partito democratico. Abbiamo deciso di aprire la campagna elettorale prima e chiedere agli elettori del Pd di scegliere un candidato tra due persone di comprovata esperienza amministrativa come Celli e Ranucci, ed una che si è cimentata nella direzione politica del partito». Una paura di inquinamento del voto che spaventa il segretario ma non i candidati che nei loro interventi hanno chiesto a quante più persone possibile di venire a votare. Egidi prima di dare la parola ai candidati, negando però la possibilità di fare domande ai giornalisti, ha sottolineato come: «Dopo dieci anni può essere fisiologica una volontà di cambiamento ma invito i tarquiniesi a stare attenti alle sirene. Il Pd con Mazzola per dieci anni ha ben governato e ne è la riprova la sua elezione a presidente della Provincia, saranno poi gli elettori a decidere se la candidatura dell’ex vicesindaco che ora disconosce tutto l’operato amministrativo, sia credibile». La parola è passata ai tre candidati che, nonostante tre profili diversi, hanno ribadito gli stessi identici concetti: la bellezza delle primarie, la lealtà tra i candidati, la volontà di accettare il risultato e dimettersi a disposizione del vincitore. «Veniamo da un’esperienza amministrativa esaltante, abbiamo fatto il massimo – ha detto Ranucci – Amministrare è difficile ma noi lo abbiamo fatto sempre in maniera onesta e trasparente». Rosati è entrato un po’ più nello specifico. «Il lavoro sarà il nostro punto cardine del nostro programma che sarà condiviso da tutta la coalizione. Per fare ciò abbiamo bisogno della fiducia dei cittadini». E Celli dopo una frecciatina sui toni usati da qualcuno sui social sottolinea come: «Tarquinia ha un tessuto sociale vivo. In molti settori abbiamo gettato le basi che ora daranno i suoi frutti. Abbiamo sempre avuto al centro dell’attenzione il cittadino e continueremo a farlo senza mai cedere all’affarismo». In chiusura Mazzola ha dato la sua disponibilità a candidarsi, facendo un passo indietro su alcune sue convinzioni. «Ero contrario alle primarie ma mi devo ricredere. Dico no però a persone che vengono da fuori, Tarquinia la deve amministrare un tarquiniese». E mentre i giornalisti si preparavano alle domande il segretario Egidi ha augurato a tutti buon pranzo. Immediata la polemica. «Il comitato elettorale non era al corrente della scelta del segretario Egidi di negare alla stampa la possibilità di fare domande. La responsabilità politica di questa decisione è del segretario provincial». Se le primarie sono state da tutti definite come lo strumento cardine della democrazia, un po’ meno lo è stata la scelta del segretario di bloccare sul nascere qualsiasi domanda. E le parole dei rappresentanti del comitato elettorale suffragano questa tesi. Questioni importanti quali potevano essere Talete, la trasversale, lo Sprar o altro sono rimaste totalmente senza alcuna risposta. Una scelta che non è piaciuta neanche al candidato Piero Rosati, unico ad essere rimasto a rispondere alle domande: «La stampa deve partecipare in maniera attiva e deve essere rispettata. Anche io non ero al corrente della decisione del segretario di non aprire il dibattito alle domande». Terminato l’intervento del Sindaco un fuggi fuggi generale. I candidati sindaco hanno preferito rimandare tutto a lunedì, dopo la visita del ministro Franceschini. In realtà già dalla giornata di venerdì l’addetto stampa del Comune di Tarquinia aveva invitato i giornalisti specificando che non c’era la possibilità di fare domande, mentre ieri mattina la versione era differente con la possibilità di fare una domanda a testa. Un peccato perché probabilmente da qui al 26 i cittadini non riusciranno a conoscere il pensiero dei candidati e dovranno votare solamente sulla persona.

F.F.

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