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Contro Falconi parte il primo ricorso

di TONI MORETTI

CERVETERI – Che la “storia” sull’elezione a segretario del circolo PD, Maurizio Falconi non sarebbe finita a tarallucci e vino, come forse hanno da sempre sperato gli strateghi di Unidem, o forse come hanno scientemente agito in funzione del fatto che fosse l’unica maniere per togliere le castagne dal fuoco a qualcuno, oppure come qualcuno,di intelligenza politica superiore, ha agito correndo il rischio, pur di tenere alto un ipotetico “prezzo” politico da trattare non è dato sapere per cosa, ma si può comunque immaginare dai rumors che circolano nei corridoi di quelli che contano. Quindici membri del direttivo, infatti, la metà esatta dei componenti l’organo elettivo del circolo, insieme ai membri del gruppo consiliare, hanno prodotto il primo, perché non sarà lasciato unico e solo ricorso, alla commissione di garanzia nazionale, al PD Lazio, alla commissione di garanzia PD Lazio, alla federazione PD della Provincia di Roma,  e alla commissione di garanzia della federazione PD della Provincia di Roma, mettendo in evidenza alcune violazioni del codice etico che rendono l’elezione di Falconi inefficace e quindi inefficace quanto fino ad ora prodotto. Tutto si impernia intorno all’articolo cinque del citato codice che rende ineleggibile a cariche interne chi è rinviato a giudizio, e Maurizio Falconi è rinviato a giudizio per calunnia nei confronti del sindaco in carica Alessio Pascucci, ma i firmatari insistono anche dell’imbarazzo di avere eletto un segretario non candidabile neanche in consiglio comunale, poiché, detto procedimento ha visto costituirsi parte civile il comune che di fatto apre un contenzioso con la persona di Maurizio Falconi procurandogli una situazione di ineleggibilità nell’assise cittadina. Sempre i firmatari del ricorso, a chi continua a parlare di segretario democraticamente eletto, non mettendo minimamente in discussione il garantismo che è nella cultura del partito, ritiene anche che sia democratico e etico oltre che un loro diritto, chiedere chiarimenti su una vicenda che ha contravvenuto al rispetto di norme interne, anche esse democraticamente votate. Democrazia infatti, è anche e soprattutto rispetto delle regole.

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