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L'ombra della scissione sul Pd di Ladispoli

L'ombra della scissione sul Pd di Ladispoli

LADISPOLI – Nel Pd i nervi sono sempre più tesi. Lo dimostra la strenua difesa delle primarie messa in atto dall’establishment del partito, che da baricentro di una coalizione rischia di andare alle elezioni in solitaria.
Così dopo le defezioni di una parte delle forze oggi in maggioranza la spaccatura tra i dem potrebbe diventare profonda ed insanabile. A contribuire non sarebbero solo fattori ladispolani, ma anche fattori derivanti dal clima di frammentazione a sinistra che si sta creando a livello nazionale. 
La paventata scissione del Pd e la nascita di soggetti politici come quello di Pisapia potrebbero creare spazi da occupare a sinistra a tutto discapito del partito Democratico.
Nel Pd restano ancorati saldamente Marco Pierini e Silvia Marongiu, gli unici al momento convinti di svolgere una consultazione di primarie all’interno del partito. In forse tutto il resto, con il più grande dubbio rappresentato dall’area paliottana che al momento non ha ancora espresso nessuna candidatura alle primarie.
Per Paliotta ed il suo gruppo di sinistra si tratta di una difficoltà nell’individuare un candidato o una mossa attendista considerando che le candidature vanno presentate entro il 4 marzo? 
Questo l’interrogativo che in tanti si pongono e che troverebbe proprio nel movimento di Pisapia una sua possibile risposta. Ad ammiccare all’ex sindaco di Milano sarebbe stato per primo proprio Giuseppe Loddo, uomo non lontano dalla cerchia del sindaco.
Ma l’ipotesi scissione a Ladispoli rischia di diventare una tegola fatale per il segretario Zonetti ed il suo entourage. Ricadrebbe infatti sugli organi del Pd l’eventuale incapacità nel tenere insieme il partito. Zonetti sarebbe sulla graticola già da giorni, al punto che le defezioni delle ultime settimane l’avrebbero portato anche a valutare l’ipotesi delle dimissioni. 
Una eventualità che peserebbe come un macigno su tutto il processo pre elettorale, ma al momento la sua posizione apparirebbe molto debole già da mesi. Ne è stata testimonianza l’arroccarsi su documenti programmatici di dubbia fattezza che toglierebbero tra l’altro legittimità ed autonomia al candidato sindaco. Se il programma fosse già scritto le primarie non sarebbero infatti una competizione sui temi, ma un concorso di bellezza per scegliere il portabandiera di un progetto già scritto. Ma le primarie devono e rappresenteranno altro. Marco Pierini e Silvia Marongiu, compresi eventuali altri competitors rivendicheranno una propria linea programmatica ed una autonomia nelle scelte elettorali.
Le prossime ore rischiano a questo punto di diventare decisive.

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