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Primarie Pd: Borgna tentato dalla candidatura

Primarie Pd: Borgna tentato dalla candidatura

di TONI MORETTI

CERVETERI –  Uno dei soggetti che ha assunto un ruolo neutro nelle vicende del Partito Democratico, che ha partecipato con la diligenza dello “scolaretto” bene educato e rispettoso delle regole e degli obblighi di appartenenza che il partito impone in quanto comunità è Franco Borgna. 
Borgna pensa che un partito debba esprimersi  sulle idee che non devono blindarsi su posizioni correntizie, e con questa coerenza rinuncia ad inserire una rappresentanza di sua vicinanza nel direttivo, proprio per non essere costretto a schierarsi con una parte o con l’altra ma essere, o meglio continuare ad essere colui che desidera un partito unito negli intenti, nell’espressione di una linea politica che gli assegni un ruolo di guida nel centro sinistra in modo che possa recuperare credibilità e consensi. 
Quei consensi persi valutabili in circa tremila voti, alle scorse elezioni amministrative, ed in questo ha le idee molto chiare. 
Borgna, in tempi non sospetti, un gruppo di iscritti del PD hanno espresso il desiderio che lei si candidasse alle primarie, che questa dirigenza è determinato a voler fare. Allora si candida? Ritiene siano impossibile  soluzioni che vedano il sindaco uscente in qualche maniera vicino al Pd?
«Il fatto stesso che sabato, Alessio Pascucci presenterà la sua candidatura a sindaco con la sua coalizione significa che non è per niente interessato ad un rapporto col Pd che non farà di certo da stampella. Per me ha sbagliato l’approccio perché il Pd non potrà mai essere subalterno. Circa poi la mia candidatura alle primarie diciamo che sono tentato ma che non sono ancora deciso. Rifiutando Pascucci le primarie di coalizione col PD ha rinunciato ad avere la legittimazione di quella parte del Partito Democratico che non lo ha votato cinque anni fa, rendendo il discorso, diciamo più “scorrevole”. Per quanto poi riguarda il partito, io non mi sono schierato perché non voglio stare né con una parte né con l’altra. Come vede non parlo male di nessuno, e ce ne sarebbe tanto da dire, soprattutto nei comportamenti. Io voglio stare con tutto il PD partendo dal presupposto che il compagno di partito può anche non pensarla come me ma va prima di tutto ascoltato e poi si discute. Il ruolo del segretario in questo è fondamentale. Anche il sindaco, una volta eletto tale diventa sindaco di tutti non del PD o di un’altra fazione. Deve ascoltare tutti e poi discutere».
Come si fa  a non vedere che il Partito Democratico ha in qualche modo ha sostenuto Pascucci, leggi Zingaretti alle scorse elezioni, vedi la sua inclusione nella lista all’Area Metropolitana e q1uindi da sindaco uscente…
«E’ per questo che avrebbe a mio avviso dovuto fare le primarie, per avere l’avallo di quella parte del PD che non l’ha votato. Tra l’altro corre un rischio con questa scelta perchè, mi si consenta l’esempio calcistico: la Juventus ha il 20 per cento dei tifosi, più di ogni squadra, ma l’80 per cento gli è tutta contro. A buon intenditor  poche parole».
Allora Primarie?
«Non so, vedremo come evolverà la situazione».

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