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Furbetti del cartellino, ecco cosa rischiano con le nuove norme

Si è chiusa un’indagine lunga due anni. Ore e ore di filmati e intercettazioni e pedinamenti che hanno portato a galla migliaia di episodi di assenteismo da parte di 94 dipendenti dell’ospedale napoletano ‘Loreto Mare’. Un caso purtroppo non isolato. Cosa rischiano ora questi ‘furbetti’? Con l’approvazione in Cdm del Testo unico del pubblico impiego – attuativo della riforma della pubblica amministrazione firmata Marianna Madia – i dipendenti pubblici che timbrano e poi si assentano dal posto di lavoro saranno sospesi entro 48 ore ed entro 30 giorni licenziati, al termine del procedimento disciplinare. Si allarga la casistica: possono infatti perdere il posto i dipendenti pubblici per gravi e reiterate violazioni del codice di comportamento. Possono essere licenziati anche i dirigenti che non procedono con l’azione disciplinare per «commissione dolosa o gravemente colposa» e quelli che non adempiono ai «doveri relativi all’attuazione del Piano di prevenzione della corruzione» che è «fonte di responsabilità disciplinare». Il licenziamento può scattare anche in caso di «reiterata violazione di obblighi concernenti la prestazione lavorativa» e scarso rendimento, «insufficiente rendimento rilevato dalla reiterata valutazione negativa della performance del dipendente nell’arco dell’ultimo triennio».

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