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Pascucci presenta la sua candidatura per il secondo mandato

Pascucci presenta la sua candidatura per il secondo mandato

Allo Sporting Club circa 400 persone attente ai resoconti del sindaco e della Giunta

di TONI MORETTI

CERVETERI – Mano mano che ci si avvicinava allo Sporting Club, ieri mattina ci si cominciava a fare una idea di cosa avremmo trovato lì dentro. Il numero delle auto parcheggiate lungo la via era da grandi eventi. Avremmo trovato il locale strapieno e così fù. C’era la gente che arrivava fuori dalla porta, in piedi cercando a fatica una via per entrare. Facendo una valutazione numerica partendo dal numero delle sedute a disposizione, parlare di trecento persone è tenersi bassi. Vogliamo dare retta ad uno dei presenti che da come si muoveva sembrava avesse l’occhio abituato alle valutazioni e non solo quando dice: «Escluse le spie saranno quasi quattrocento». Comunque erano, tante, motivate cariche, come si dice in gergo. Non si riusciva a vedere facce che dessero l’impressione di essere lì perché dovevano, giusto per far numero, come spesso succede in queste occasioni. L’occasione era che Alessio Pascucci, il sindaco in carica e uscente, presentava la sua candidatura per il secondo mandato. C’era Pascucci, la sua squadra di governo: il vice Zito, Pulcini alla cultura, Croci allo sviluppo del territorio, Cennerilli alle politiche della persona, Gubetti all’ambiente e poi i consiglieri che Pascucci più volte nel suo intervento ha definito fondamentali per l’apporto che hanno dato per permettergli di proseguire nel suo lavoro che lo ha portato a finire per intero il mandato, cosa che a Cerveteri non succedeva da diverso tempo.  
Delle cose fatte ne ha parlato Pascucci, aiutandosi con le solite slides e ha smentito con i fatti, anzi con le cose fatte, chi per mera tecnica di propaganda lo ha definito e continua a definirlo, specie ora che la campagna elettorale sta prendendo quota, sindaco parolaio e inconcludente. 
Ma al di là di  questo, penso che l’elemento che ha galvanizzato i presenti, sia stato il fatto che riproponendo il suo essere civico e quindi una certa distanza dai partiti, si è proposto come “l’antipolitica” di governo, che può farlo, farlo bene, aprendo ad una partecipazione che prima di badare ad una appartenenza, che sia ideologica o soltanto di parte-partito, ponga al centro l’appartenenza ad una città, ai suoi bisogni, al modo di soddisfarli, in modo trasparente al di fuori degli stereotipi che la hanno in questi anni bloccata. Una forma di privilegiare un buonsenso che sdogana una trasversalità prettamente civica che supera i lacci e i lacciuoli che spesso procurano i partiti. Bene è questa una idea in linea coi tempi che viviamo e un investimento politico che darà i suoi frutti.

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