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Rogo di Villa Chiara: parla l'avvocato Marconi

Rogo di Villa Chiara: parla l'avvocato Marconi

SANTA MARINELLA – A tenere banco ieri, nei bar e nei luoghi di ritrovo, la sentenza emessa dal giudice del Tribunale penale di Civitavecchia, che ha condannato Sabatino Cipollini e Adriana Gigliotti, i due titolari della residenza per anziani Villa Chiara di Santa Severa, per la morte di Giovanni Marongiu e Lamberto Di Berardino, deceduti nel gennaio del 2010 in una dependance della struttura sanitaria, a causa di un incendio che aveva coinvolto il sistema di riscaldamento della piccola stanza dove erano stati ospitati. I due coniugi, sono stati condannati a quattro anni e tre mesi per la Gigliotti, a cui gli è stata riconosciuta dal giudice l’accusa di sequestro di persona e omicidio colposo, mentre al marito gli sono stati inflitti tre anni per omicidio colposo. I due gestori, sono molto noti nella frazione santamarinellese, avendo ospitato per molto tempo nella loro struttura una decina di anziani del comprensorio. Ma l’accusa che è stata riconosciuta alla signora Gigliotti è indubbiamente grave. E’ risultato infatti dalle testimonianze e dai riscontri dei periti, che i due anziani erano stati chiusi a chiave, per evitare che di notte uscissero dallo stanzino. Proprio quel locale di pochi metri quadri, distante una trentina di metri dalla struttura principale, è stato fatale per Marongiu e Di Berardino. Nel momento in cui si è sviluppato l’incendio per un corto circuito al condizionatore d’aria, i due non sono potuti uscire perché chiusi a chiave dall’esterno e per questo la titolare della casa per anziani è stata condannata per sequestro di persona. Ci sono volute quattro ore di camera di consiglio per conoscere i contenuti del dispositivo. Intanto si dicono soddisfatti i legali della famiglia Di Berardino, che avevano chiesto una condanna esemplare per i due gestori. “La condanna alla Gigliotti – commenta l’avvocato Marconi – è senza sospensione della pena, dunque non cade in prescrizione, perché gli è stato riconosciuto il sequestro di persona. Il Cipollini invece è stato condannato in concorso per omicidio colposo, ed assolto per il sequestro di persona. Condannate anche le due operatrici presenti che erano in servizio quella sera a dieci mesi con la sospensione della pena. Mentre i due titolari sono stati condannati a pagare una provvisionale ai familiari delle vittime, per i due capi di imputazione. La giustizia dunque ha fatto il suo corso – conclude il legale – è stata riconosciuto che i due poveri anziani erano stati rinchiusi nella dependance e quindi il sequestro di persona. Sono soddisfatto per il riconoscimento delle effettive responsabilità a loro carico”.

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