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#SoSCyberbullismo, parola al consiglio dei giovani

di FABIO PAPARELLA

LADISPOLI – Un’iniziativa formativa partecipata da circa 200 studenti delle scuole medie quella organizzata per ieri mattina dal consiglio comunale dei giovani in aula consiliare. 
#SOScyberbullismo il titolo del convegno tenuto dal dottor Stefano Seripa, psichiatra dell’Asl Roma 4, che con grande disponibilità si è messo a disposizione dei giovani consiglieri e di ben otto classi di alunni della Corrado Melone per ragionare insieme a loro su un fenomeno più che mai attuale. 
Assente per motivi di lavoro il delegato alle Politiche giovanili Stefano Fierli e in assenza di altri rappresentanti dell’Amministrazione, ci ha pensato Antongiulio Crimaldi a fare da padrone di casa aprendo l’incontro. Tra gli intervenuti anche i consiglieri dei giovani Matteo Toppeta e Federica Bricchi, prima ispiratrice dell’evento.
«Il bullismo crea una situazione di marginalità sociale», ha spiegato il dott. Seripa, rispondendo alle tante domande poste direttamente dai ragazzi su cause, conseguenze e contromisure al bullismo, declinato anche nella sua versione social. 
Domande molto intelligenti quelle rivolte al relatore dai ragazzi delle classi 1B, 2D, 3E, 2F, 1M, 2M e 2N della Corrado Melone.
«Il bullismo può portare al suicidio?», «Come si può aiutare un amico vittima di bullismo?», «Cosa porte le persone a prendersela con chi è più debole?», «Perché le persone quando vedono un atto di bullismo non reagiscono?», «E’ difficile instaurare rapporti con chi è vittima di bullismo?». Questi sono solo alcuni degli spunti che hanno animato l’incontro di oggi.  Internet e i social network sono mezzi che possono sì essere pericolosi, spesso amplificando la portata della violenza, ma possono anche rappresentare una soluzione per chi è vittima di bullismo: vi si trovano gruppi e associazioni che si occupano di contrastare questo fenomeno e di supportare chi si ritrova a subirlo.
«Spesso il bullo è stato bullizzato a sua volta – ha risposto il dott.Seripa sulle motivazioni individuali che inducono a certi comportamenti – Ha subito un percorso di sofferenza e quindi fa violenza agli altri per ricostruire una propria identità di forza».
Le contromisure possono essere molteplici, dall’espressione di vicinanza e solidarietà a chi è vittima dell’atto di bullismo alla ricerca dell’ascolto di un adulto, innanzitutto in famiglia, passando per i tentativi di rompere un gruppo coalizzato contro un singolo attraverso il dialogo. Cronache recenti ci restituiscono l’importanza di attivare un’opera di sensibilizzazione profonda su dinamiche che mettono in discussione l’identità individuale e che, nei casi più gravi, possono anche portare a esiti tragici come il suicidio giovanile. 

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