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Celli e Rosati a disposizione del partito

Celli e Rosati a disposizione del partito

Un grande risultato anche per gli altri due candidati

TARQUINIA – Nonostante la ‘‘sconfitta’’ non si può certo negare che Sandro Celli rappresenti una colonna portante del Partito democratico, avendo sfiorato i settecento voti. E ne è ben consapevole Celli che prende tempo circa la sua presenza in lista, ma assicura: «Sarò comunque a disposizione della lista e del partito». «Il mio risultato non lo reputo una sconfitta – spiega Celli – Penso piuttosto ad una vittoria del partito democratico dal punto di vista della partecipazione. Questa è infatti la conferma della bontà dello strumento che abbiamo voluto utilizzare per dare voce ai cittadini sulla candidatura a sindaco del partito». «A livello personale – aggiunge Celli – certamente non credo che si possa parlare di sconfitta quando si raggiungono quasi settecento preferenze (690). Credo che si possa parlare di un risultato straordinario, questo risultato mi gratifica enormemente per la fiducia ricevuta dai cittadini. Di sicuro la speranza è che siano voti che tornino alla coalizione di centrosinistra. Non pensavo di ottenere tante preferenze: se me lo avessero detto prima ci avrei messo la firma ed avrei anche pensato che un tale numero sarebbe stato sufficiente per vincere».

Umore positivo anche da parte di Piero Rosati (292): «Per me è un risultato politico gratificante – dice subito Rosati – in quanto segretario poi candidato. L’obiettivo politico era quello di arrivare alle primarie, che non era affatto scontato, e dare un imprinting di sostanziale cambiamento della vita politica del partito e lo abbiamo fatto. Si è visto con la segretaria che ha lavorato facendo votare la gente. Erano il 90 per cento appartenenti alla mia segreteria: li ringrazio tutti per il lavoro svolto e il sacrificio e ne vado particolarmente orgoglioso». «È chiaro il cambiamento che ha coinvolto il partito democratico: con le primarie siamo riusciti a dare un segnale nel Pd che dimostra che alcuni modi di fare politica stanno cambiando e anzi sono già cambiati di fatto sostanzialmente. Immaginare primarie per la scelta di partito fino a ieri era impensabile. Dal punto di vista personale credo che ottenere poco meno di 300 preferenze non abbia prezzo. Specialmente per una persona come me che si è messa in gioco dopo 20 anni di lontananza dalla politica. Per me è stato un risultato molto gratificante».

«Mi sono messo in gioco per spirito di servizio nei confronti del partito – aggiunge Rosati – Ho subito mandato un messaggio a Memmo per congratularmi per il suo risultato che trovo eccezionale e mi sono messo a sua disposizione. Saranno poi lui e il partito a decidere che tipo di impegno chiedermi. Certamente ci sarà una discussione interna su cosa fare». (a.r.)

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