Pubblicato il

Destra e sinistra vittime del loro anacronismo

di TONI MORETTI

CERVETERI – Che l’avvento della campagna elettorale a Cerveteri avrebbe creato scenari ricchi di fantasmagorici colpi di scena, era nei fatti per osservatori attenti anche se dotati di poca fantasia. Questo perché, vuoi per l’evoluzione dei tempi e quindi della politica che piaccia o non piaccia, criticabile o meno ha avuto anche essa la sua evoluzione, vuoi per una rinnovata coscienza civica dei cittadini che risultano essere più attenti e in qualche modo più partecipativi al destino della loro città. Si è creata di fatto una situazione che non è più ancorata ad appartenenze ideologiche o di parte con riferimento a leader nazionali e giù a scendere fino ai referenti  locali. Questi erano nei fatti, custodi finali di pacchetti di consenso orientabili e trasferibili per indicazione, raccomandazione, senza nessuna valutazione della qualità, dell’onestà, della credibilità, del vissuto della storia anche comportamentale dei singoli chiamati ad amministrare, che diventavano, anche  nei comuni, gestori per delega di un potere che si sviluppava in una piramide. Se è vero, come è vero che ogni rivoluzione parte sempre dal basso, bisogna prendere atto che anche a Cerveteri è cominciata e lo dimostra il fatto che chiunque degli attori della scena politica ha ordito strategie e manovre su schemi collaudati ma antichi, su previsioni  ormai stantie con tentativi di manipolazione, soprattutto  attraverso il linguaggio, ha visto infrangere il suo disegno. Si è accorto che il consenso non è più trasferibile per indicazione ma oggi soltanto per coinvolgimento responsabilizzazione e richiesta di partecipazione. E’ per questo motivo che la destra tradizionale, è rimasta vittima dei personalismi di alcuni suoi interpreti, tanto da rimanerne vittima e non  riuscire ad esprimere un candidato comune, nonostante lo sforzo di un summit di saggi romani che non ha potuto trovare la quadra prendendo atto di non riuscire ad assegnare le bandierine. La sinistra, dal canto suo, nonostante i funambulismi di personaggi noti, dotati di superiore intelligenza politica, che tentano ancora di cambiare le carte con incontri tanto casuali quanto carbonari per consolidare disegni trasversali offrendo la candidatura a sindaco per il centro- sinistra a chi proprio di sinistra non è mai stata per cultura, ricevendo un cortese diniego giustificato da una palese incompatibilità professionale, andrà incontro alla rinuncia probabile alle primarie a meno che non diventino protagoniste di un fatto di colore triste e tragicomico. Sta di fatto, ad oggi, le uniche realtà certe sono la coalizione “Patto Civico” con la candidata Margherita Tassitano  e “Esserci”, la coalizione di Alessio Pascucci. La prima perché ha azzeccato modi e metodi di proporsi e la seconda che ha dato il via alla rivoluzione poiché paradossalmente rappresenta e vuole continuare a rappresentare “l’antipolitica” di governo e che governa con schemi e linguaggi culturalmente nuovi. Ma i giochi sono ancora aperti se si sapranno manovrare gli scambi dei binari.

ULTIME NEWS